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Fondi russi alla Lega: è mistero sulle chat di Gianluca Savoini

Un'applicazione criptata potrebbe contenere i messaggi scambiati con i contatti russi

La Procura ha scoperto una nuova chat segreta nel telefono di Gianluca Savoini. Il braccio destro di Matteo Salvini in Russia, avrebbe utilizzato un’applicazione blindata, Wickr, per inviare messaggi ai suoi contatti di Mosca. Il software è protetto da un sistema di crittografia sicuro, con i dati che si autodistruggono in lassi di tempo che vanno da pochi secondi a un massimo di sei giorni. Il livello di cifratura dell’app, nata a San Francisco per garantire la privacy nelle comunicazioni tra uomini d’affari, sarebbe molto simile a quello utilizzato dall’esercito statunitense.

A meno che non sia l’indagato stesso a fornire le password, neanche gli inquirenti riuscirebbero ad avere accesso alle chat. Secondo quanto riporta La Stampa, i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, che stanno indagando sul caso dei presunti fondi russi alla Lega, avrebbero richiesto i dati di accesso a Gianluca Savoini. Ricevendo dal presidente dell’associazione “Lombardia Russia” una secca risposta negativa.

All’intimo di Wickr, installata sul telefono ancora sotto sequestro, si potrebbe nascondere almeno la lista degli interlocutori russi di Gianluca Savoini. Gli stessi che il 18 ottobre scorso, all’hotel Metropol di Mosca, inviarono dei delegati a discutere dinanzi a Matteo Salvini la vendita di un’ingente fornitura di petrolio russo all’Eni, in cambio di 65 milioni di dollari nelle casse della Lega. Finora gli investigatori non avrebbero trovato messaggi diretti o email ai tre russi presenti al tavolo, fedelissimi ad Aleksandr Dugin e Vladimir Pligir, e quindi a Vladimir Putin. Tuttavia, ricorda La Stampa, il telefono dell’indagato è nuovo, e Gianluca Savoini potrebbe volutamente non aver fatto il backup dei dati.

Dopo il sequestro, è stata fatta la copia forense dei contenuti all’intimo dello smartphone. Ma all’appello mancavano due chat: Wickr e Signal. Per quest’ultima la scorsa settimana si è tenuto un convegno alla presenza di un legale di Gianluca Savoini, e i messaggi contenuti nell’applicazione si trovano in mano ai magistrati. Tuttavia non avrebbero contenuti rilevanti ai fini delle indagini, secondo quanto riporta La Stampa. Rimane dunque il mistero su Wickr e sul perché l’imputato, indagato per corruzione internazionale, non abbia fornito l’accesso anche a quelle chat.

L’operazione dei magistrati e del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale procede nel mentre sul fronte degli accertamenti bancari sui conti dei due indagati italiani oltre a Gianluca Savoini, ovvero l’avvocato Gianluca Meranda e l’ex bancario Francesco Vannucci. Secondo i finanzieri diretti dal comandande Vito Giordano, quello del 18 ottobre 2018 potrebbe non essere stato l’unico convegno, o l’unico tentativo di accordo, tra Gianluca Savoini e la Russia. A quel tavolo era seduto in quanto rappresentante della Lega e braccio destro del ministro dell’Interno, ma gli investigatori stanno cercando di capire per conto o su mandato di chi abbia agito.