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La Russia fa bombardare il cielo per spazzare via le nuvole - Tiscali Notizie

Il 4 novembre ricorre la Giornata dell’Unità Nazionale e sopra la Piazza Rossa dovrà splendere il Sole

Il 4 novembre ricorre in Russia la Giornata dell’Unità Nazionale. Per questa occasione il governo ha ordinato che il cielo fosse sgombro dalle nuvole. Per raggiungere l’obiettivo, inevitabile per garantire il perfetto svolgimento dei festeggiamenti, la Russa si servirà di una speciale flotta composta da 10 velivoli che avranno il compito di “bombardare” il cielo con una miscela di ioduro d’argento, ghiaccio secco o cemento… Le nubi, colpite da questi elementi, rilasceranno pioggia e neve ancor prima di raggiungere il centro di Mosca. L’operazione, del costo che i ben informati stimano non inferiore ai 3 milioni di euro, viene ripetuta annualmente in occasione della festività. Il bombardamento delle nuvole, più noto come cloud seeding (letteralmente “inseminazione delle nuvole”), è un sistema utilizzato da decenni in moltissimi paesi.

Una tecnica ormai vecchia di decenni

I primi test risalgono al 1946 quando, Vincent Schaefer, chimico statunitense, se ne servì per far piovere in una specifica area. L’utilizzo della miscela a base di ioduro d’argento va attribuita al collega Bernard Vonnegut, fratello dello scrittore Kurt. Il cloud seeding, stando alle dichiarazioni degli addetti ai lavori, non crea danni all’ambiente ma anzi, il suo uso, servirebbe proprio per far fronte ad emergenze di natura meteorologiche. Sono tantissimi i governi che si servono di tale espediente per ridurre i danni causati dalla siccità, o anche per dissipare la nebbia negli aeroporti e scongiurare devastanti grandinate sui vigneti. La Russia, quando ancora si chiamava Urss, si servì dello ioduro d’argento persino per affogare un’invasione di fameliche locuste.

Piegare la Natura costa meno... ma forse sul breve periodo

Gli “sterminatori di nuvole”, così sono stati ribattezzati i piloti che si oppongono a Madre Natura, sono sempre più richiesti: i loro servigi, paradossalmente, hanno un costo inferiore ai potenziali danni causati da pioggia, neve e grandine. Di attuale altri team di scienziati stanno cercando strade alternative, non meno discutibili, per contrastare (o quanto meno mitigare) l’effetto serra in atto ormai a livello generale. Tra i tanti ricercatori c’è anche chi, vestendo un ruolo che per milioni di anni è stato di competenza esclusiva di Madre Natura, ha proposto la creazione di nuvole bianche in grado di riflettere i raggi solari e persino chi ha suggerito l’utilizzo di speciali scudi orbitali capaci di deviare la luce del Sole.

Ospiti su un pianeta vivo caratterizzato da delicati e precari equilibri

Sarà l’uomo moderno a vincere sugli elementi oppure, la persuasione di poter essere superiori a tutto e tutti ci porterà verso il baratro? Soltanto il tempo, in questo caso non in senso meteorologico, potrà rispondere a questo quesito. Sta di fatto che la Natura ha spesso vinto queste sfide terrene, facendo ciò che voleva nonostante i colpi bassi sferrati dall’uomo, semplice ospite di un pianeta vivo che esiste grazie a delicati e precari equilibri. Il dibattimento sull’inseminazione delle nuvole è molto acceso. Molti meteorologi ne denunciano i rischi, ancor più perché non si conoscono le ripercussioni a lungo termine sul pianeta. Nel 2010 uno studio dell’università di Tel Aviv dimostrò come l’utilizzo dei metodi di inseminazione delle nuvole avesse un piccolissimo ma rilevabile effetto sulla quantità delle precipitazioni. Lo studioso Peter Gleick, esperto mondiale di acqua, ha più volte evidenziato come, nell’ultimo mezzo secolo, le tecniche di modificazione del clima non abbiano portato ad alcun risultato.