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Russia da vertice Nato non si aspetta nulla di buono, nè cattivo

Mosca, 25 mag. (askanews) - "La Russia non si aspetta miglioramenti significativi o deterioramenti dal prossimo vertice" NATO a Bruxelles. Così Andrey Bystritsky, politologo e presidente del Consiglio del Fondo per lo sviluppo e il supporto del club Valdai, rispondendo a una domanda di askanews. "Il problema principale della NATO è comprendere la propria identità. Che tipo di alleanza? Contro chi è diretta e come agisce? Questo è un problema significativo. La NATO è sorta in un mondo diviso in due, in termini di confronto ideologico, quando il cosiddetto mondo libero occidentale era contrapposto al mondo anticapitalista orientale", ma ora la condizione è mutata, fa notare il politologo. "Il mondo non è più diviso da un principio simile".Il Valdai, il primo giugno al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo terrà una sessione proprio su quello che oggi regola il mondo, ossia "La nuova globalizzazione: ognuno per sé?". Mentre lo scorso anno, sempre allo Spief il club di discussione, ha tenuto un dibattimento, dedicato all' "Indice di preparazione al futuro", un progetto congiunto del Club "Valdai" e dell'Istituto di sondaggi VTsIOM che analizza lo stato di preparazione del mondo ad affrontare le sfide di domani, la competitività su una vasta gamma di criteri economici, politici, sociali, culturali, tecnologici, e altro.E proprio mentre non si parla d'altro che di Isis, dopo l'attentato di Manchester, sorge spontanea la domanda: può lo Stato islamico diventare l'obiettivo della lotta nella quale la NATO ritroverà la sua identità? "Forse" risponde Bystritsky. "Ma l'Isis fino ad oggi - con tutti i pericoli e le minacce che il suo senso comporta - non è ancora un fenomeno planetario. C'è il azzardo che si diffonda ulteriormente. L'Isis minaccia, soprattutto i paesi che non sono membri della NATO e che sono il suo obiettivo principale. Soprattutto i paesi del Medio Oriente. Di per sé, la lotta contro l'Isis è un compito degno e la NATO potrebbe facilmente impostare l'obiettivo, ma restano molte, troppe questioni ancora aperte". Su Isis e non.Il consigliere presidenziale russo e segretario esecutivo del comitato organizzatore Spief, Anton Kobyakov, ha affermato che i temi di discussione allo Spief 2017 sono stati sviluppati tenendo conto delle tendenze economiche moderne. "Gli squilibri strutturali dell'economia generale e russa che abbiamo osservato di attuale devono essere bilanciati. I capi di Stato e di governo, grandi aziende e esperti mondiali che partecipano al Forum economico internazionale di San Pietroburgo si concentreranno sulla discussione della ricerca di un nuovo equilibrio per l'economia generale ", ha dichiarato Kobyakov.Il primo ministro indiano Narendra Modi parteciperà al Forum, assieme al Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. L'Italia sarà rappresentata dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.Il programma Spief include il Brics Business Forum e il Forum B20 sul commercio e gli investimenti internazionali, un Forum russo-indiano di dirigenti aziendali, il tradizionale Vertice Energetico dei dirigenti aziendali e dialoghi aziendali, tra cui Russia-USA, Russia-Francia, Russia-Latino America, Russia-Svizzera, Russia-Giappone, Russia-Africa e altri. Le discussioni si terranno nei formati tradizionali del Forum di sessioni di panel, tavole rotonde, colazioni d'affari e dibattiti televisivi. Mentre un Forum sulle PMI si terrà il giorno prima dell'apertura ufficiale di SPIEF, il 31 maggio.In quell'occasione ci sarà un seminario italo-russo che anticipa il convegno complessivo sulla piccola e media impresa. "Abbiamo pensato di portare un contributo specifico italiano, con uno speach di metodo e prospettiva dell'ex ministro Francesco Profumo, che parlerà della quarta rivoluzione industriale (anche detta Industria 4.0) e il ruolo che hanno in questa nuova fase le Pmi italiane" ha detto il presidente di Conoscere Eurasia Antonio Fallico. "Una concezione nuova della piccola e media impresa", ha annunciato Fallico, confermando la presenza sul Baltico anche dell'ex presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed ex ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Governo Monti, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013).