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APRILIA IN PRIMA LINEA: TRA LEGA, RUSSIA E NAZIONALBOLSCEVISMO

Che ci siano delle profonde affinità ideologiche tra il conservatorismo tradizionalista e nazionalista russo e la Lega di Salvini è ormai un dato di fatto.

L’inchiesta di Report (andata in onda lunedì 21 ottobre su RaiTre) ha fatto emergere rapporti ambigui tra la Lega di Matteo Salvini e  Konstantin Malofeev, detto l’oligarca di dio.

Lo stesso Malofeev ha definito Salvini un uomo dalle idee forti, in quello che in tutti i sensi è stato un curioso endorsment.

Le contiguità tra le nuove idelogie nazionalbolsceviche russe ed alcuni partiti/associazioni/movimenti civici italiani è sotto gli occhi di tutti.

Anche in provincia di Latina, precisamente ad Aprilia, vi è un gruppo civico che si rifà ad alcune idee provenienti dalla Russia, si chiama Aprilia in Prima Linea.

APRILIA IN PRIMA LINEA

Il portavoce di Aprilia in Prima Linea è Emanuele Campilongo, colui che, in passato, ha rappresentato in Noi Con Salvini, di fatto un precursore del sovranismo nostrano in terra pontina.

Da sempre critico nei confronti dell’immigrazione di massa e fautore di un fronte identitario e populista, Campilongo è stato anche autore di alcuni articoli sul sito “Il Talebano” nei quali chiedeva l’intervento di Matteo Salvini per risolvere l’annoso problema dell’inquinamento nella città pontina. Richiesta che è caduta sostanzialmente nel vuoto.

Dopo Noi Con Salvini, Campilongo diventa portavoce politico di Aprilia in Prima Linea, una delle tanti voci nella galassia populista, sovranista e identitaria.

L’IDEOLOGIA

“Noi vogliamo un mondo multipolare, dove le differenze siano un punto di forza e dove l’identità culturale sia il collante. Unire, costruire e lottare. Siamo radicalmente contro la dittatura liberale in atto, e per combatterla dobbiamo parlare proprio con chi in maniera abulica e acritica ascia i dogmi di questa infezione culturale e dello spirito. Quindi se in un movimento esiste una “corrente” in linea con i nostri intendimenti, noi abbiamo il dovere di sostenerla”.

Questo è il Campilongo pensiero, un’analisi del mondo e della società che potrebbe essere sovrapposta senza alcun problema al pensiero di Alexsander Dugin, politologo russo vicino a Matteo Salvini.

Intanto, per il profondo disprezzo verso quelli che sono i valori della società liberale definita come una “dittatura”, anche Dugin si pone come obbiettivo quello della distruzione degli stati liberali, per sostituirli con un dialogo “euroasiatico” tra Russia ed Europa.

IL 16 NOVEMBRE ARRIVA DUGIN AD APRILIA

A conferma di quanto siano vicine le posizioni di Campilongo a questo genere di ideologia, è l’evento organizzato da Aprilia in Prima Linea che il 16 novembre ad Aprilia ospiterà proprio Dugin.

L’evento ha avuto molta risonanza negli ambienti sovranisti italiani, sia per la presenza dell’ideologo russo sia per i relatori chiamati ad intervenire: Maurizio Murelli e Rainaldo Graziani.

MAURIZIO MURELLI

Maurizio Murelli è a tutti gli effetti l’artefice della diffusione del pensiero duginiano in Italia.

Murelli è stato un attivista dell’estrema destra durante gli anni di piombo, oltre che protagonista del giovedì nero di Milano.

Il militante di estrema destra milanese venne arrestato insieme a Vittorio Loi e incriminato per aver gettato delle bombe a mano che uccisero l’agente di polizia Antonio Marino.

Seppure la morte di Marino fu causata da una bomba lanciata da Loi,  Murelli venne condannato a diciotto anni di reclusione.

Negli ultimi anni Murelli e la AGA (la casa editrice di sua proprietà) sono particolarmente attivi nella traduzione in italiano dei libri di Dugin e nell’organizzazione dei suoi tour italiani: conferenze e progetti artistici collegati a due delle sue teorizzazioni più note, la Quarta Teoria Politica ed il Soggetto Radicale. Messaggi ideologici veicolati anche con la partecipazione dell’altro relatore che verrà ad Aprilia il 16 novembre: Rainaldo Graziani.

Nella attuale inchiesta di Report riguardante i rapporti tra Salvini e l’oligarca di dio Malafeev, Murelli ha ammesso di aver infiltrato la Lega con azioni e personaggi collocabili nell’area neofascista.

RAINALDO GRAZIANI

“Savoini? Lo conobbi 20 anni fa al seguito della Pivetti (ndr: Irene Pivetti, ex Presidente della Camera della Repubblica tra il ’94 e il ’96), lo rivedo 20 anni dopo al seguito di un politologo, Aleksandr Dugin – dichiarò Graziani ad Adkronos l’11 luglio scorso – I miei personali rapporti con lui sono legati a un progetto di carattere artistico, ovvero quello di innervare due opere di Dugin, la “Quarta teoria” e il “Soggetto radicale”, attraverso le forme d’arte. Quanto al resto, i rapporti di lavoro di Savoini nella sua quotidianità io non li conosco“.

Rainaldo è figlio di Clemente Graziani e leader di Meridiano Zero negli anni ’90, sicuramente tra gli organizzatori principali e più convinti del tour italiano del filosofo russo Aleksandr Dugin.

I PUNTINI UNITI DALLA LINEA DUGIN

Salvini, Savoini, Murelli e Graziani. Se per il primo si ha la certezza che stia cavalcando il fenomeno populista per questioni elettorali, per la figura di Savoini tutto lascia pensare che la sua ricerca sia orientata più sul lato del denaro, senza trascurare il potere. Murelli e Graziani, invero, sono due soggetti che da sempre hanno fatto della lotta anti-sistema una bandiera, con metodi oltreché discutibili, quantomeno per Murelli, illegali.

Il mistero si infittisce ma è curioso notare come, in queste situazioni, le parole chiavi che formano i fatti sono sempre le stesse: Lega, Russia, Dugin.