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Chastushki: gli stornelli popolari russi dall’ironia corrosiva

Nei villaggi ci si è sempre divertiti un sacco a comporre canzoni in rima maliziose, e a cantarle con l’accompagnamento della fisarmonica o della balalajka. I temi? Ovviamente, sesso, lavoro e politica

I canti popolari russi non parlano sempre e solo di betulle e di valenki. Immaginate: al caldo dell’estate tanto attesa, i giovani escono a far festa per le strade del villaggio e si alternano a cantare brevi versi dal contenuto “piccante”, inventati sul momento.

Tradurre questi stornelli conservando la rima non è sempre facile, e a volte è impossibile. Ma noi ci proveremo, magari prendendoci qualche licenza poetica e fornendovi in ogni caso l’originale.

Dall’amore alla politica, in rima

A studiare questo tipo di arte si è cominciato solo nella seconda metà del XIX secolo. Lo scrittore Gleb Uspenskij (1843-1902) pubblicò una raccolta di canti popolari, definendo quelli più corti e ritmati “chastushki” (al singolare: частушка; chastùshka, che si pronuncia “cistùshka”), dal verbo colloquiale “частить” (chastit’; pronuncia: “cistìt”) che significa “fare frequentemente” o, in questo caso “parlare fitto”.

Stornelli dal film “Soldàt Ivàn Bróvkin” (1955) del regista Ivan Lukinskij

Questi stornelli venivano eseguiti con l’accompagnamento del garmon (un tipo di fisarmonica) o della balalajka, e ogni regione e etnia della Russia ne aveva di propri: i tatari i loro, i mari i loro, e così i ciuvasci o i baschiri. Cambiano le melodie e anche le lingue, e i temi sono i più vari. Si può dire che le chastushki riflettano tutti gli avvenimenti di cui il popolo è testimone. E cos’è che in ogni tempo interessa e preoccupa le persone? I rapporti con l’altro sesso, il lavoro, e, ovviamente, non può mancare un po’ di politica.

La più diffusa forma di chastushka è sicuramente la “Семеновна” (“Semjónovna”): su questo motivo vengono inventati di volta in volta testi diversi sulle ragazze e la vita nel villaggio (“Semjónovna” è un patronimico femminile: “figlia di Semjón”). Non è necessario danzare, ma come non farlo con un ritmo simile?