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In Russia analizzato meccanismo di distruzione di materiali complessi

Una tecnica universale per i test meccanici di materiali complessi, che aiuterà a gestire meglio le loro condizioni, è stata messa a punto da un team di ricercatori dell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Skolkovo e dell'Università nazionale di Ricerche Tecnologiche (MISiS).

Secondo gli autori dello studio, il loro metodo aiuterà a identificare i punti di concentrazione della deformazione a livello di micron e quindi a scoprire in anticipo dove si originano le crepe e proporre soluzioni su come prevenire la distruzione del materiale. I risultati della ricerca sono pubblicati sulla rivista scientifica Polymers.

Per controllare le condizioni di rocce oleose, compositi per l'aviazione, leghe resistenti al calore per motori ed altri materiali con una struttura gerarchica, occorre capire come si propaga la deformazione. Fino a poco tempo, non esisteva un metodo semplice e universale per analizzare le deformazioni di tali materiali a livello di micron che avrebbe consentito di studiare e migliorare la loro struttura interna, ha osservato il capo del team scientifico dell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Skolkovo, il professor Alexander Korsunsky.

"Dove inizia la distruzione? Lo sanno tutti: 'si rompe dove è sottile'... Allora come fare a scongiurare una rottura? Dove si formano queste aree problematiche all'intimo di un materiale apparentemente omogeneo? Serve apprendere a vedere come le sollecitazioni sono distribuite nel materiale quando il materiale si deforma".

La tecnica del controllo meccanico, proposta da specialisti universitari, prevede l'osservazione della deformazione graduale del materiale mediante il microscopio elettronico e la ripresa sincrona con una risoluzione a livello di frazioni di micron.