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Vivere senza uranio e petrolio: il contributo della Russia alla rivoluzione energetica

Il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor, ossia reattore internazionale sperimentale a fusione nucleare), secondo gli scienziati, consentirà all’umanità di ottenere una nuova fonte di energia sicura e rinnovabile che sfrutterà risorse di carburante di fatto inesauribili.

Un grammo di questo carburante equivale ad almeno dieci tonnellate di idrocarburi. Nell’estate del 2020 i Paesi partecipanti hanno avviato l’impianto dell’elemento principale del futuro reattore, il tokamak, ossia un sistema di contenimento e riscaldamento del plasma. Sputnik vi spiega quale contributo gli scienziati russi stanno apportando a uno dei progetti più grandi dell’umanità nel settore dell’energia.

Un mondo a energia termonucleare

Le reazioni di fusione nucleare hanno luogo contestualmente alla produzione di enormi quantità di energia, ma il plasma coinvolto in queste reazioni ha una temperatura di decine e centinaia di milioni di gradi. Si noti che i materiali più termoresistenti riescono a sostenere temperature non superiori a 3.000-4.000 gradi.