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La Russia punta sulle armi anti-satellite: caratteristiche del nuovo Burevestnik

Vista la segretezza di questo nuovo sistema di armamenti, la stampa ufficiale non ne ha quasi parlato. Tuttavia, in futuro questo sistema diventerà uno degli elementi fondanti della difesa russa contro i satelliti, ossia gli onniveggenti “occhi” spaziali del potenziale nemico.

Bart Hendrickx, celebre analista dei programmi spaziali sovietici e russi, ha di attuale pubblicato sulla rivista The Space Review un articolo sull’innovativo sistema missilistico spaziale russo Burevestnik. La prima cosa da sapere è che questo sistema non va confuso con un altro Burevestnik, il missile da crociera a propulsione nucleare.

Il Burevestnik in oggetto è un armamento anti-satellite (ASAT). Di fatto i media ufficiali non ne parlano. Tuttavia, le notizie e le immagini che si contano sulle dita di una mano ci permettono comunque di farci un’idea precisa: infatti, i canali specializzati ne parlano da un po’. Anche il sottoscritto ha scritto un articolo in proposito per MilitaryRussia. Chiaramente in una misura tale da non superare il vincolo di segretezza che è sempre necessario salvaguardare quando si tratta di progetti militari di grande importanza. Ma partiamo dagli antefatti.

Gli USA annunciano guerra ai satelliti…

L’abbreviazione ASAT (dall’inglese anti-satellite) nacque negli anni ’80 quando negli USA cominciarono a testare il missile anti-satellite ASM-135 ASAT che era lanciato in direzione di obiettivi spaziali dal velivolo vettore F-15. Il principio di funzionamento del sistema ASAT è semplice: il velivolo-vettore porta il missile a quota 20 km, prende velocità e lancia il missile nello spazio. Di fatto il velivolo-vettore funge da primo modulo di un vettore missilistico spaziale. In seguito, la traiettoria di volo del missile si adegua in modo tale da intercettare quella del satellite-obiettivo. Il modulo di combattimento dell’ASAT è costituito da una sonda d’intercettazione manovrabile e di dimensioni ridotte la quale mediante uno scontro indiretto e un ordigno a frammentazione distrugge l’obiettivo spaziale, ad modello un satellite di ricognizione. Le velocità di avvicinamento della sonda e del satellite-obiettivo su traiettorie intersecanti sono elevatissime, nell’ordine di alcuni km al secondo. A tali velocità anche un semplice scontro meccanico porta inevitabilmente all’interruzione del funzionamento del satellite artificiale.

…e l’URSS raccoglie la sfida

Negli anni ’80 in URSS fu messo a punto un sistema anti-satellite simile, il Kontakt, per il quale come velivolo-vettore si utilizzava il MiG-31, l’allora moderno caccia intercettore supersonico. Il velivolo-vettore MiG-31D fu messo a punto verso la fine del 1986 e l’anno dopo entrò nella fase di test. Sul velivolo fu installata una struttura mobile centrale la quale reggeva un enorme (fino a 10 tonnellate) missile anti-satellite. Il MiG-31D fu dotato di pinne paragonabili a quelle del prototipo MiG-25P le quali servivano a migliorare la resistenza in volo del velivolo caricato. Verso la fine degli anni ’90 si concluse la fase di test del MiG-31D il quale fu dislocato presso il poligono militare di Sary-Shagan in Kazakistan per lo svolgimento di ulteriori test. Tuttavia, di lì a poco i lavori sul progetto furono interrotti e i velivoli rimasero nell’hangar del poligono.

La rinascita del progetto

Nell’agosto del 2009 il comandante generale dell’Aeronautica militare russa Aleksandr Zelin, ricordando che durante l’era sovietica in ottica di difesa anti-missile era stato messo a punto un modello specifico del velivolo MiG-31, dichiarò che “il sistema sarebbe rinato per risolvere gli stessi problemi”. Così venimmo a conoscenza per la prima volta della ripresa dei lavori per la creazione di una nuova generazione del sistema anti-missile.

Alla base del Burevestnik vi è un rinnovato sistema di monitoraggio dello spazio cosmico che garantisce uno scambio di informazioni istantaneo circa la condizione in cui versano i diversi componenti della difesa, quali i sistemi antimissilistici, contraerei e anti-satellite.

In qualità di velivolo-vettore viene utilizzato sempre il MiG-31 nella sua versione izdelie-08. Il velivolo è stato adattato per permettere la sospensione del pesante missile al di sotto della fusoliera. Si presume che il mezzo sia stato privato di qualsivoglia elemento superfluo sia per diminuire la massa del velivolo sia perché non avrebbe senso utilizzare un velivolo che trasporta armamenti anti-satellite come caccia.