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I ‘Valenkirussi, gli stivali di feltro tradizionali, vengono richiesti a Malta e nel Golfo Persico

Un produttore di valenki, i tradizionali stivali di feltro invernali russi, ha trovato un inatteso mercato propizio nei caldi paesi arabi e a Malta, grazie all’aiuto delle piattaforme di vendita online. Ad annunciare la scoperta del nuovo mercato è stato il commissario per la tutela dei diritti degli imprenditori del Tatarstan, Farid Abdulganiev.

“L'azienda Kiez di Kukmore produce calzature in feltro e le vende sui mercati elettronici. L'anno scorso sono state vendute 7.5 mila paia, quest'anno - già 12,5 mila paia. Grande richiesta proviene dai paesi del Golfo Persico e da Malta", ha detto Abdulganiev, sottolineando, e mostrando egli stesso stupore, che "Nei paesi caldi, dove andiamo in vacanza, risulta che i nostri stivali di feltro siano necessari", ha detto.

Secondo Abdulganiev, il cui ufficio è sotto l’egida della Presidenza del Tatarstan, grazie al commercio online gli acquirenti stranieri acquistano volentieri anche altri prodotti della Repubblica federata russa. Si tratta di cosmetici, artigianato e prodotti alimentari che non richiedono refrigerazione.

“Gli imprenditori hanno la regola che non esistono articoli che non possano essere venduti. La domanda è solo come farlo. Il Presidente del Tatarstan ha deciso di creare un centro di formazione per aiutare gli imprenditori alle vendite. In modo che possano scegliere i mercati migliori, apprendere a mirare, valutare i rischi in modo equilibrato", ha spiegato Abdulganiev.

I valenki

I valenki sono calzature in feltro di lana, cioè una stoffa realizzata in pelo animale. Si producono con l’infeltrimento delle fibre che vengono bagnate, insaponate, sfregate e battute. Solitamente sono in lana cardata di pecora, ma possono essere realizzati anche con pelo di coniglio, capra, cammello o qualsiasi altro animale.

Erano calzature molto diffuse in Russia fino alla metà del secolo scorso e venivano spesso indossate con galosce per proteggerle dall’acqua quando si usavano all’aperto. Oggi, soprattutto nelle città, sono piuttosto in disuso, dal momento che sono associate ad una tradizione contadina e povera.

Ma come è possibile che paesi caldi possano mostrare tanto interesse per un prodotto tipico dei rigidi inverni russi?

Possiamo provare ad immaginare che, proprio perché si tratta di paesi talmente caldi che spesso le abitazioni non prevedono riscaldamento, in inverno un paio di comodi e caldi valenki da indossare in casa possano proprio far comodo. D’altra parte in tali paesi, piuttosto che l’associazione mentale di un qualche cosa di rustico e legato alla tradizione contadina, possano suggerire qualche cosa di esotico e originale.