The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

Etiopia, la Russia invita le parti del conflitto alla moderazione

Il Ministero degli Esteri russo ha confermato di essere in contatto con le autorità etiopi e si è auspicato una rapida risoluzione della crisi in atto nel Paese del Corno d'Africa.

La Federazione Russa ha lanciato un appello alla moderazione agli attori del conflitto attualmente in atto in Etiopia, ovvero il governo della regione del Tigré e il governo centrale di Addis Abeba, auspicando una risoluzione pacifica delle divergenze politiche.

"Invitiamo tutte le parti in conflitto alla moderazione. Ovviamente, ci siamo sempre espessi a favore della stabilità e della sicurezza in questo Paese, con il quale siamo legati da relazioni di amicizia", ha riferito a Sputnik il viceministro degli Esteri russo Michail Bogdanov.

Il funzionario ha quindi confermato che Mosca è in continuo contatto con le autorità etiopi e con il proprio ambasciatore nel Paese del Corno d'Africa, oltre che con il console etiope in Russia.

"Ci auspichiamo che tutti i problemi vengano risolti mantenendo la stabilità e l'unità territoriale dell'Etiopia, un Paese multietnico e multiconfessionale. Presupponiamo che il governo di Addis Abeba riesca a trovare dei metodi adeguati per collaborare con le varie regioni del Paese, tra cui anche la regione del Tigré, al fine di garantire la pace nel Paese", ha concluso il diplomatico russo.

Le operazioni del governo etiope nel Tigré

La scorsa settimana il governo centrale etiope ha imputato il Fronte di Liberazione del Tigré, il partito al governo nella omonima regione, di aver lanciato un attacco contro una base militare federale, un'accusa negata dal partito. 

In seguito l'esecutivo ha annunciato lo stato di emergenza per il Tigré per un periodo della durata di 6 mesi, avviando un'operazione militare atta a ripristinare "l'ordine costituzionale", denunciando peraltro l'organizzazione di elezioni illegittime da parte del Fronte di Liberazione.

La questione umanitaria

Nella regione a preoccupare è poi la condizione umanitaria: sono almeno 25.000 gli etiopi che hanno attraversato il confine occidentale con il vicino Sudan, come riferito quest'oggi dall'agenzia di stampa sudanese Suna.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha avvertito che questo numero è destinato a salire e ha esortato i paesi vicini a mantenere i loro confini aperti.

L'agenzia delle Nazioni Unite ha anche espresso preoccupazione per gli oltre 96.000 eritrei che vivono in quattro campi profughi nella regione, così come per gli operatori umanitari sul campo. "Le strade sono bloccate, l'elettricità, i telefoni e Internet non funzionano, il che rende la comunicazione quasi impossibile. C'è una penuria di carburante, i servizi bancari sono stati interrotti, il che ha portato a una penuria di denaro", ha detto l'UNHCR.