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Summit NATO, primo giorno: discussa risposta comune alla minaccia missilistica russa

Summit in videoconferenza dei ministri della difesa dei paesi membri della NATO. All'ordine del giorno anche il contrasto all'arsenale missilistico russo.

Secondo l'Alleanza Atlantica, il potenziale missilistico russo è una "sfida crescente", così si è espresso il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg dopo il primo giorno di lavoro del Consiglio Nord Atlantico in corso oggi e domani.

La "minaccia russa" viene periodicamente agitata come uno spauracchio dai politici di alcuni paesi membri della NATO, in particolar modo paesi baltici e Polonia. Mosca dal canto suo ha ripetutamente sottolineato che la Russia non attaccherà mai neppure uno dei paesi della NATO.

Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, la NATO è ben consapevole che Mosca non ha intenzione di attaccare neppure uno, ma sfrutta la "minaccia russa" come pretesto per dispiegare più uomini e mezzi vicino ai confini russi.

"Abbiamo anche discusso del crescente arsenale russo di missili in grado di trasportare testate nucleari. Questa è una sfida seria che sta crescendo in scala e complessità", ha detto Stoltenberg.

Il Segretario Generale della NATO ha anche sottolineato che i paesi membri dell'Alleanza avevano già concordato un pacchetto di misure politiche e militari per rispondere alla "minaccia russa":

"Oggi abbiamo valutato i progressi raggiunti in questa direzione", ha spiegato Stoltenberg.

"I paesi NATO stanno acquisendo nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica, inclusi i sistemi di difesa aerea Patriot e SAMP / T. Gli alleati continuano ad investire in nuovi progetti, inclusi quelli dei caccia di quinta generazione. Garantiamo anche la sicurezza e l'efficacia del nostro deterrente nucleare, anche attraverso le nostre esercitazioni annuali", ha concluso Stoltenberg.

La posizione dell'Italia

Al summit ha preso parte anche il ministro della Difesa Italiano Lorenzo Guerini, che ha poi intrattenuto un colloquio con l'omologa tedesca Annegret Kramp Karrenbauerhe. Guerini ha confermato l'impegno dell'Italia in seno all'Alleanza Atlantica:

“Siamo riusciti, nonostante la crisi, a mantenere invariate le spese per la Difesa nel 2020 e confermiamo il nostro impegno a tendere verso l’allineamento del nostro budget alla media della spesa dei Paesi europei” - le parole di Guerini riportate da un comunicato stampa del Ministero della Difesa italiano.

Al summit NATO, che vedrà domani la discussione delle missioni in Iraq ed Afghanistan, ha tenuto banco anche la crescente tensione nell'area del Mediterraneo Orientale, dove Grecia e Turchia sono da mesi impegnate in un aspro braccio di ferro.

“Il mediterraneo non deve diventare un’area di contrapposizione tra Alleati, le divisioni interne possono fornire opportunità ai nostri competitor in termini di influenza su di un’area di importanza strategica. L'Italia è sempre disponibile a favorire il dialogo come fatto finora”.

​Trattati INF e START III

Nel 2019, gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (Trattato INF), accusando la Russia di violarlo. Mosca ha negato tali accuse e si è detta pronta a mostrare il prototipo di missile oggetto delle accuse, ma gli Stati Uniti non sono andati avanti e si sono ritirati dal trattato unilateralmente.

Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che Mosca non è contraria al coinvolgimento di altri paesi nella discussione con gli Stati Uniti su questioni di stabilità strategica.

Il trattato START III tra Russia e Stati Uniti è entrato in vigore il 5 febbraio 2011. Stabilisce che ciascuna parte ridurrà i propri arsenali nucleari in modo tale che in sette anni e in futuro il numero totale di armi sia pari a:

START III è attualmente l'ultimo e unico trattato sulla limitazione delle armi esistente tra Russia e Stati Uniti, ma scade il 5 febbraio 2021. Se non verrà esteso, non ci saranno accordi al mondo che limitino gli arsenali delle maggiori potenze nucleari.