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Russia, la Duma di Stato commenta ufficialmente la condizione nel Nagorno-Karabakh

La Camera bassa del Parlamento russo ha adottato una risoluzione congiunta, esprimendo grande preoccupazione per quanto sta accadendo in queste ore nel Nagorno-Karabakh.

Nel corso della seduta plenaria odierna, la Duma russa ha approvato il documento contenente la propria posizione ufficiale su quanto sta accadendo nella regione contesa nel Nagorno-Karabakh.

I parlamentari russi hanno invitato le due parti in conflitto a riprendere la strada del negoziato e hanno espresso la propria disponibilità a mediare per contribuire a stabilizzare la condizione.

"La Duma di Stato afferma la necessità di cessare immediatamente il fuoco e di impedire un'escalation del conflitto nella regione e la mancanza di alternative ad una risoluzione pacifica della condizione. I deputati della Duma di Stato esortano le parti ad un rapido ritorno al negoziato e sono pronti a fornire supporto nel processo di mediazione per la normalizzazione della condizione", si legge nella nota.

I deputati hanno inoltre espresso la propria crescente preoccupazione per l'esacerbazione del conflitto nel Nagorno-Karabakh, il quale ha causato già diverse vittime tra la popolazione civile e hanno condannato l'uso della forza da parte degli attori del conflitto. 

Tale dichiarazione sarà inviata al presidente della Federazione russa, al Parlamento dell'Azerbaigian e a quello dell'Armenia, ai copresidenti del gruppo di Minsk, all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e a diversi altri attori della scena politica internazionale.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh. Nella autoproclamata Repubblica è stato annunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando anche la capitale Stepanakert, facendo anche diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della condizione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Nella serata di ieri il governo armeno ha lanciato un ultimatum alla Turchia, annunciando di essere pronta ad usare i missili Iskander qualora Ankara dovesse impiegare gli F-16.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato tutti e due gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.