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Russia pronta a presiedere il Consiglio Artico tra sfide e opportunità del riscaldamento generale

L'aumento delle temperature continua a sciogliere la calotta polare settentrionale del pianeta, ma la Russia, che succederà all’Islanda alla presidenza del Consiglio Artico a partire dal 2021, non vede il futuro come del tutto negativo.

Lunedì 14 settembre, un enorme pezzo di ghiacciaio si è staccato dal nord-est della Groenlandia, in uno sviluppo che, secondo gli scienziati, sarebbe l’ennesima prova del cambiamento climatico.

Il Servizio geologico nazionale della Danimarca e della Groenlandia (GEUS) ha affermato che la gigantesca lastra di ghiaccio - che misura 110 chilometri quadrati – si è staccata da un fiordo chiamato Nioghalvfjerdsfjorden.

​Il professor Jason Box, di GEUS, ha dichiarato: "Dovremmo essere molto preoccupati per quella che sembra essere una progressiva disintegrazione della più grande piattaforma di ghiaccio rimasta dell'Artico".

La portavoce di Greenpeace Laura Meller, a bordo della nave Arctic Sunrise, ha detto: "Questo è l'ennesimo campanello d'allarme suonato dalla crisi climatica in un Artico in rapido riscaldamento".

Ma mentre il riscaldamento generale rappresenta un'enorme sfida per il pianeta, l'aumento delle temperature sta rivelando anche alcuni vantaggi, per modello per gli scienziati interessati ai mammiferi dell'era glaciale.

Lunedì scorso dei pastori di renne nell'Artico russo hanno trovato la carcassa perfettamente conservata di un orso delle caverne risalente all'era glaciale.

L'orso è stato scoperto sull'isola di Bolshoy Lyakhovsky nell’arcipelago della Nuova Siberia, dopo che lo scioglimento del permafrost lo aveva riportato alla luce. Gli orsi delle caverne si estinsero 15.000 anni fa.