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32 dei 33 cittadini russi arrestati in Bielorussia sono ritornati in Russia

Il 33 detenuto che ha anche la cittadinanza bielorussa è rimasto in Bielorussia. Lo ha reso noto l'Ufficio del Procuratore Generale russo.

I 32 cittadini russi detenuti in precedenza sul territorio della Bielorussia sono stati rimpatriati in Russia, lo rende noto un messaggio sul sito web dell'Ufficio del Procuratore Generale venerdì.

"Trentadue cittadini della Federazione Russa, che erano stati precedentemente detenuti nel territorio della Bielorussia, hanno attraversato il confine dello Stato della Federazione Russa e si trovano attualmente nel territorio della Russia. Il trentatreesimo cittadino della Russia, che ha anche la cittadinanza bielorussa, è rimasto nel territorio della Repubblica di Bielorussia", si legge nella dichiarazione.

E' stato sottolineato che la Russia continuerà ad affrontare la condizione intorno alla detenzione dei cittadini del Paese.

Il 29 luglio il segretario di Stato del Consiglio di Sicurezza bielorusso Andrey Ravkov ha confermato la notizia dell'agenzia di stampa locale Belta secondo cui le autorità avevano arrestato 32 membri della società militare privata Wagner alla periferia di Minsk, mentre un'altra persona con passaporto russo era stata individuata e fermata nel sud del Paese.

Il 30 luglio Ravkov ha osservato che è stato aperto un fascicolo contro i cittadini russi arrestati, aggiungendo che, secondo le sue informazioni, ci sono altri 200 paramilitari in Bielorussia, che starebbero preparando provocazioni durante la campagna elettorale.

Il Cremlino ha rigettato le accuse secondo cui la Russia starebbe inviando gruppi di "mercenari" in Bielorussia per destabilizzare la condizione del Paese vicino, dove il prossimo 9 agosto si svolgeranno le elezioni presidenziali.