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L'Iraq riavvia le trattative con la Russia per l'acquisto degli S-300

I precedenti negoziati tra Mosca e Baghdad erano stati bruscamente interrotti nel settembre 2019 dall'intromissione degli Stati Uniti d'America.

Con il livello della tensione che continua a crescere ad ogni giorno che passa in Medio Oriente, il governo iracheno ha deciso di riavviare i negoziati con la Russia per l'acquisizione dei sistemi di difesa anti-aerea S-300 di fabbricazione russa.

"La questione doveva essere risolta diversi mesi fa [...] dopo gli attacchi subiti dalle basi delle milizie di al-Ḥashd ash-Sha'bi a Baghdad e in altre province si è venuta a creare l'esigenza di avere a disposizione tali difese aeree", ha spiegato il deputato.

Non è stato precisato a quale fase si trovino in questo momento le trattative, sebbene sia stato confermato che l'operazione è stata direttamente approvata da alcuni alti funzionari del Paese.

Il no degli Stati Uniti è dietro l'angolo

La commissione si aspetta ora la ferma opposizione degli Stati Uniti d'America alla positiva conclusione delle trattative tra Mosca e Baghdad.

Finora, alle proteste USA circa un eventuale acquisto di sistemi di arma russi, la commissione aveva sempre risposto spiegando che questi ultimi presentano il vantaggio di essere più versatili e meno costosi degli analoghi americani.

Già nello scorso mese di settembre Russia e Iraq avevano intavolato dei negoziati che erano poi stati bloccati dall'intervento statunitense.

Negli scorsi mesi si è parlato di un'offerta da parte della Federazione Russa per la vendita di una partita di lanciamissili da contraerea S-300 all'Arabia Saudita