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Russia pronta a respingere cyber-attacchi Usa

Washington sta già effettuando attacchi informatici, ma la Russia è pronta a respingerli, le azioni aggressive degli Stati Uniti nel cyberspazio non renderanno il mondo più sicuro e più confortevole. Lo ha affermato Sergey Zheleznyak, membro della commissione Esteri della Duma.

In precedenza con riferimento a delle fonti il Washington Post aveva scritto che il comando cibernetico delle forze statunitensi sta elaborando una tattica di guerra d'informazione contro alti funzionari e uomini d'affari russi nel caso in cui Mosca tentasse di interferire nelle elezioni del 2020. Il bersaglio del comando cibernetico statunitense può essere l'élite politica russa.

divertente che i militari americani abbiano annunciato di prepararsi ad una guerra cibernetica con la Russia solo ora. In realtà gli attacchi informatici dall'estero si verificano da tempo e il nostro Paese è pronto a respingerli, mentre è chiaro che le aggressive iniziative statunitensi nel cyberspazio non renderanno il mondo più sicuro e comodo", ha affermato il deputato, le cui parole sono state riportate dall'ufficio stampa.

Il politico ha inoltre definito ovvio che per depositare fondi al budget militare e per nuovi tipi di armi informatiche, gli Stati Uniti necessitino di un avversario, che tradizionalmente vedono nella Russia, nella Cina ed in molti altri Paesi.

"Pertanto, il tema dell'ingerenza russa nelle elezioni, l'eroica respinta dei pseudo cyber attacchi di hacker russi sui server americani ed altri crimini informatici negli Stati Uniti verranno alimentati. La formulazione sulla prontezza ad attaccare la Russia "se Mosca tenta di interferire", significa che il Pentagono ha già preparato fake news sulla "mano di Mosca", che presumibilmente, al posto del popolo americano, eleggerà il nuovo presidente degli Stati Uniti", ha detto Zheleznyak.

Il deputato ha inoltre osservato che la Russia continua a proporre cooperazione in materia di sicurezza informatica, ma gli Stati Uniti lo ignorano ostinatamente.

"Questo di per sé suggerisce che Washington non è interessata ad una cooperazione che possa garantire stabilità del sistema e rendere trasparenti i piani ben lungi dall'essere amichevoli per i falchi americani", - ha affermato il parlamentare.