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La difesa antimissilistica non è a sufficienza: la Russia attiva gli Avangard

“Tra fine novembre e inizio dicembre entreranno in servizio due missili UR-100N (noti con la denominazione NATO di SS-19 mod. 1 Stiletto) dotati di una unità ipersonica da crociera facente parte dei sistemi Avangard. Entrambi i missili sono al momento in fase di preparazione”, hanno comunicato i media russi.

I media nazionali russi sostengono che questo sistema missilistico annunciato nel marzo del 2018 dal presidente russo Vladimir Putin renderà inservibile qualsivoglia altro sistema antimissilistico straniero. Gli scettici, tuttavia, osservano che il comparto russo della difesa non si stia in realtà dirigendo in quella direzione: ad modello, l’ingegnere aeronautico Mark Solonin afferma ironicamente che “con missili tradizionali siamo in grado di distruggere l’America 67 volte, con quelli nuovi persino 72”. Tuttavia, bisogna comunque sviluppare unità completamente nuove per le forze armate. Cos’è in grado di fare questo sistema missilistico che, stando alle dichiarazioni ufficiali, è in grado di raggiungere una velocità di anche 27 Mach (ossia 33.000 km/h)?

Unità da combattimento con le ali

La parte principale di Avangard è l’unità di combattimento ipersonica e pilotabile 15Yu71 che spesso viene definita dai media “aliante ipersonico”.

Presenta una struttura a forma di freccia dotata di un corpo portante, nonché di piccole superfici aerodinamiche e pilotabili (le ali). Il cosiddetto “aliante” costituisce un missile balistico – vettore che segue una traiettoria di volo più bassa rispetto a quella balistica tradizionale. Inoltre, il velivolo è in grado di lanciare il missile a velocità che possono superare quelle delle comuni unità di combattimento balistiche.

L’“aliante”, mettendo in moto i controlli direzionali propri e modificando la traiettoria opportunamente, si dirige verso l’obiettivo muovendosi lungo il confine dell’atmosfera a quota di circa 60 km. Talvolta viene quasi rimbalzato fuori dall’atmosfera finendo nel vicino spazio dove può avere una visione più completa e ottenere, ad modello, dati dai satelliti o dal centro di controllo terrestre. Perché “rimbalzato”?

Cosa fa saltare il missile russo?

Perché in fase di movimento nell’atmosfera la nebulosa della sostanza che si crea in seguito all’attrito tra l’unità supersonica e l’aria scherma anche l’invio di segnali radio. In quel lasso di tempo il mezzo è completamente autonomo ed è pilotato unicamente dal proprio sistema di comando inerziale. Perché il mezzo ha bisogno di informazioni dall’esterno? Per definire meglio le coordinate dell’obiettivo, per modificare le coordinate della propria traiettoria, per favorire le operazioni del sistema di autopuntamento in base alla localizzazione radio o ai dati forniti da un altro velivolo o da un satellite. La traiettoria di questo volo avviene a una quota molto inferiore rispetto a quella balistica tradizionale. Di conseguenza, tale mezzo compare sulla linea di vista con un certo ritardo e per respingere un suo attacco la difesa antimissilistica nemica ha meno tempo. Chiaramente nella fase di avvicinamento all’obiettivo il mezzo può effettuare manovre antimissilistiche, complicando in maniera sensibile il funzionamento dei sistemi antimissilistici che si basano sulla distruzione delle unità balistiche con una traiettoria di volo prevedibile e calcolabile.

Avangard spesso viene criticato per la sua scarsa impercettibilità: l’unità di combattimento, infatti, si surriscalda fino a raggiungere 1500 gradi ed è chiaramente evidente nella gamma dell’infrarosso. Tuttavia, in primo luogo, in fase di spostamento nello spazio circumterrestre si raffredda. In secondo luogo, è sì percettibile, ma questo non lo rende oggetto di possibili attacchi poiché il mezzo presenta un’elevatissima velocità di manovra.

Si consideri il seguente modello: l’unità di combattimento è in volo, il sistema antimissilistico la identifica, calcola la sua traiettoria e il punto di contatto, lancia quindi un missile. A questo punto la nostra unità effettua una manovra. Il missile antimissilistico non può più raggiungere la nostra unità, il sistema calcola la nuova traiettoria, prepara al lancio un nuovo missile e così all’infinito.

La storia del progetto

A inizio degli anni 2000 ripresero i lavori sul programma di creazione dell’unità di combattimento da crociera e pilotabile. E il 18 febbraio 2004 si tenne il primo lancio del prototipo dell’odierno Avangard. Il lancio fu effettuato dal missile UR-100N dal cosmodromo di Baykonur nell’ambito degli addestramenti delle forze strategiche Bezopasnost-2004.

Gas scambiato con missili

In seguito furono avviati i lavori per creare e testare la variante già perfezionata del cosiddetto “aliante ipersonico”, il 15Yu71. Il primo lancio di tale variante fu effettuato con successo il 27 dicembre del 2011. Poi si effettuarono alcuni lanci del nuovo sistema di armamenti e, infine, all’inizio del 2019 si annunciò il progetto volto a dispiegare su 2 piattaforme di lancio 2 gruppi di sistemi missilistici Avangard equipaggiati con gli UR-100N.