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Russia: trovato corpo di un generale napoleonico con una sola gamba

In Russia, sotto una pista da ballo in disuso, è stato trovato il corpo di uno dei generali favoriti di Napoleone, ritrovamento confermato da un test del DNA.

Lo scheletro ritrovato sotto una vecchia pista da ballo in Russia secondo un test del DNA appartiene a uno dei generali preferiti di Napoleone, Charles Etienne Gudin.

Il generale di 44 anni morì dopo essere stato colpito da una palla di cannone durante la battaglia di Valutino il 19 agosto 1812 vicino a Smolensk in Russia occidentale. La ferita provocatagli dalla palla di cannone spinse i medici ad amputargli la gamba, ma il generale morì comunque di cancrena tre giorni dopo.

Alla sua morte il cuore di Gudin fu estratto dal corpo e portato nella cappella del cimitero di Pere Lachaise a Parigi, mentre il corpo fu seppellito in Russia. Lo scheletro è stato trovato in una bara di legno in un parco sotto le fondamenta di una vecchia pista da ballo in disuso.

Il quotidiano francese Le Point ha affermato che il DNA del corpo in Russia corrisponde a suo fratello, Pierre César Gudin, anch'egli generale. Il test ha confermato le somiglianze genetiche con sua madre, suo figlio Charles Gabriel César Gudin e suo fratello, anche lui generale napoleonico, Pierre Cesar Gudin.

La ricerca è stata finanziata dallo storico francese Pierre Malinovsky, ex soldato, ed è stata approvata dal presidente Vladimir Putin.

Si suppone che Napoleone abbia pianto per la morte di Gudin in Russia, e il nome dell'eroe caduto è stato inciso sull'Arco di Trionfo a Parigi.

Veniva descritto come un "leone in combattimento".

La campagna di Russia di Napoleone 

La campagna di Russia di Napoleone del 1812 terminò con una disastrosa ritirata delle truppe napoleoniche, cosa che porto all’inizio della fine della carriera di Napoleone Bonaparte. In Russia la guerra è conosciuta come “guerra patriottica”.

La Grande Armata di Napoleone (Grande Armée), era composta da 400.000 uomini, più di 600.000 contando i contingenti stranieri, mentre le truppe russe contavano poco più di 400.000 soldati.

Napoleone dopo la vittoria nella battaglia di Borodino nei pressi della capitale russa entrò a Mosca trovando però una città deserta. Pochi giorni dopo fu appiccato un incendio dagli stessi russi che obbligò Napoleone stesso ad abbandonare il Cremlino per la sua incolumità. Allo stesso tempo l'imperatore francese e i suoi generali facevano fatica a mantenere la disciplina delle truppe, sfibrate dalla campagna militare.

Dopo circa un mese e tre tentativi di firmare una pace con lo Tsar Alessandro I, decise di abbandonare la città conducendo una ritirata attraverso l'inverno tormentato continuamente dall’esercito russo guidato dal generale Michail Kutuzov e dai partigiani e guerriglieri russi.

Le perdite della Grande Armata francese furono catastrofiche influenzando in maniera irreversibile gli equilibri militari in Europa. Secondo varie stime le truppe napoleoniche ebbero circa 400.000 morti mentre i russi fecero circa 100.000 prigionieri.