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Una dieta per la memoria: Russia scopre come funziona il cervello

Alcuni scienziati russi stanno conducendo un esperimento su larga scala che studia la memoria a lungo termine con l’obiettivo di trovare alcune sostanze note come regolatori di geni.

Con l’aiuto di questi ultimi sarebbe possibile regolare le funzioni del cervello. Il professor Pavel Balaban, corrispondente dell’Accademia russa delle scienze e direttore scientifico di neurofisiologia dell’Institute of Higher Nervous Activity presso la RAN, ha illustrato a Sputnik le prospettive mediche di questo studio.

Lumache del XX secolo

Alla metà del secolo scorso gli animali preferiti dei biofisici come cavie erano i molluschi. Infatti, solo nei molluschi è possibile osservare le cellule nervose a occhio nudo senza microscopio. Il diametro di un neurone raggiunge i 2 mm, il suo spessore è invece di 1 mm e non 1-2 micron come nell’uomo. All’intimo della cellula nervosa di un mollusco si possono inserire fino a 7 elettrodi.

I molluschi di terra sono considerati una sorta di intellettuali fra gli invertebrati: hanno riflessi condizionati piuttosto sviluppati, apprendono con facilità soprattutto se accade loro qualche cosa di spiacevole. Gli scienziati lo definiscono rinforzo negativo.

“Se una lumaca viene colpita da una scossa di corrente in una determinata condizione, ad modello quando striscia su una pallina, non ci ritornerà più. Se le facciamo annusare un odore, gira a sinistra. Se invece ne annusa un altro, gira a destra. Compiono queste azioni lentamente ma in maniera convinta”, spiega Pavel Balaban.