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L'Ucraina non ha permesso agli stranieri "pro-Russia" di andare a Odessa

L'Ucraina non ha fatto attraversare la frontiera ai cittadini provenienti da Italia, Repubblica Ceca e Russia, che andavano a Odessa per l'anniversario del rogo nella Casa dei Sindacati del 2 maggio, comunica il servizio stampa del Servizio di frontiera dell’Ucraina.

"Solo il 1 maggio il Servizio di Frontiera ha impedito l'ingresso in Ucraina di persone pro-russe tra i quali cittadini italiani, cechi e russi" riporta il servizio stampa.

Secondo le guardie di frontiera, ai cittadini provenienti da Italia e Repubblica Ceca non è stato permesso di entrare nel paese che sono stati informati "inverosimilmente sugli eventi che si sono verificati durante l'ultimo periodo in Ucraina." Lo stesso è avvenuto per un russo perché "non ha potuto confermare lo scopo del suo viaggio".

"Tutti e tre gli stranieri sono stati mandati indietro con voli di ritorno", ha aggiunto il servizio di frontiera.

Dopo il colpo di stato in Ucraina nel 2014 gli attivisti anti-Maidan in segno di protesta si erano accampati sul campo Kulikovo a Odessa. Il 2 maggio 2014 è scoppiata una zuffa tra gli attivisti anti-Maidan gli ultras di calcio di Kharkov e Odessa e i radicali di Euromaidan. La lotta si è conclusa con la distruzione della tendopoli e con l'incendio della Casa dei Sindacati, dove si erano rifugiato gli attivisti anti-Maidan. In questo caso, molti di coloro che hanno cercato di fuggire, sono stati sparati dai radicali. Le vittime della tragedia quel giorno sono state più di 48 persone e più di 250 persone sono rimaste ferite.

Allo stesso tempo, come osserva il partito ucraino Blocco di opposizione, i responsabili dell'incidente non sono mai stati trovati.