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La Russia attraverso le Nazioni Unite vuole difendere l'indipendenza della Luna

La Russia vuole limitare l'estrazione delle risorse a favore dei singoli paesi, intende difendere l'indipendenza della Luna alle Nazioni Unite.

La Russia vuole anche discutere un progetto di risoluzione di cambiamenti nel diritto internazionale per l'estrazione di risorse fossili sulla Luna e sugli asteroidi. L'accordo integrativo per un "trattato sul cosmo", preparato dalla Russia, prevede l'accordo internazionale sull'obbligo di attuazione della risoluzione. In caso di adozione dell'accordo, già esiste il divieto di appropriazione indebita di oggetti spaziali e risorse spaziali, ma così diventerebbe obbligatorio per tutti i paesi della Terra, senza la possibilità di ignorare il diritto internazionale a livello nazionale.

Si propone di vietare l'appropriazione di oggetti spaziali, usare risorse a favore di singole economie nazionali. Il ministero degli Esteri russo al giornale Isvestia ha riferito che questa iniziativa verrà proposta ad aprile 2018 in una riunione della commissione delle Nazioni Unite per lo spazio a Vienna. La Russia propone alla comunità generale di inserire nel sistema legale internazionale un "contratto sullo spazio".

"Il contratto sullo spazio", che regola i principi di funzionamento degli stati della Terra per la ricerca e l'uso dello spazio esterno, inclusi Luna e gli altri corpi celesti, è stato firmato da USA, Gran Bretagna e URSS il 27 gennaio 1967. Ora più di 100 paesi nel mondo ne sono membri firmatari. Il documento vieta di porre armi nucleari o altre armi di distruzione di massa in orbita intorno alla Terra, sulla Luna o su qualsiasi altro corpo celeste, comprese le stazioni spaziali. Il contratto specifica che neppure uno stato può possedere corpi spaziali o parte di essi, vieta anche di utilizzare la Luna per scopi militari e per la creazione di basi militari. Ma il contratto non parla di estrazione di risorse naturali.

Il 18 dicembre 1979, in piena Guerra Fredda, ai membri delle Nazioni Unite è stato chiesto di firmare un accordo supplementare sulle attività degli stati sulla Luna e altri corpi celesti. L'accordo prevedeva il divieto per gli stati della Terra di possedere la Luna e il suo spazio lunare. In questo modo, la Luna e tutti gli altri corpi celesti sarebbero caduti sotto l'azione di questo diritto internazionale. Sarebbe stato proclamato il principio della parità di diritti di tutti gli stati della Terra sulla Luna e altri corpi celesti, ma anche il principio di inammissibilità di richieste da parte di un qualsiasi stato di reclamare sovranità su un corpo celeste. Tuttavia, a differenza del "trattato sul cosmo" gli USA e l'URSS hanno rifiutato di considerare questo accordo, non lo hanno ratificato né i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, né i paesi con un programma spaziale. Quindi, questo accordo fino ad ora non ha alcun potere.

Grazie all'assenza di accordi per la regolazione internazionale, nel 2015, gli USA hanno adottato la legge "sulla competitività nel settore commerciale e dei lanci spaziali", che in realtà rivede la legislazione internazionale per l'estrazione di risorse al di fuori della Terra. La legge ha dato alle aziende americane il diritto di produrre, di assegnare, possedere, trasportare e vendere risorse di altri corpi celesti. Gli USA si sono arrogati il diritto di costruire sulla Luna una miniera per elio, nichel, oro

Nel 2017 una legge simile è stata adottata in Lussemburgo.

Proprio l'adozione di queste leggi nazionali è stato il motivo che ha spinto la Russia a spingere le Nazioni Unite sulla questione dell'uso delle risorse naturali della Luna e, in generale, per chiedere il divieto di uso delle risorse dello spazio. In Russia ritengono che tali leggi compromettano il diritto spaziale internazionale e sottolineano che la soluzione unilaterale di questo problema da parte di singoli stati può portare a conseguenze negative e conflitti.