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Un deterrente contro la Russia: come la NATO sviluppa logistica e infrastrutture in Europa

La NATO prevede di formare due ulteriori unità per migliorare la logistica europea.

Secondo il Wall Street Journal, queste misure hanno lo scopo di rafforzare l'Alleanza in caso di un eventuale conflitto con la Russia. Le nuove strutture saranno impegnate nella sorveglianza marittima USA, dell'Europa e del coordinamento della logistica delle forze NATO nel Vecchio Continente. Secondo gli esperti, per l'Alleanza oggi ci sono gravi problemi logistici nel continente Europeo. 

La NATO sviluppa le infrastrutture per un eventuale dispiegamento delle truppe ai confini russi, riferisce RT. L'alleanza è in grado di formare due ulteriori unità per migliorare la logistica europea. Di questo, citando una fonte ufficiale della NATO, ha riferito il Wall Street Journal. Secondo il giornale, la soluzione finale potrebbe essere presa a novembre durante la riunione dei ministri della Difesa dei paesi membri NATO.

Secondo il giornale, le nuove unità saranno create in caso di guerra con la Russia. Come scrive il giornale, "la crescita delle tensioni nei rapporti con Mosca" ha indotto i membri della NATO a ripensare alle possibilità di Alleanza per il trasporto della forza militare nelle zone di potenziale conflitto. "Le forze dell'Alleanza devono muoversi velocemente, come le truppe della Federazione russa, o più velocemente, affinché il nostro deterrente sia efficace". Il giornale riporta le parole del comandante delle Forze armate USA in Europa, il tenente generale Ben Hodges.

Si presume che le responsabilità per l'organizzazione del trasporto di persone e veicoli militari in Europa rimarrà in Europa. Inoltre, le nuove strutture potranno proteggere l'itinerario marittimo che collega gli USA e il Vecchio mondo. In precedenza una simile informazione è apparsa su Der Spiegel: secondo il giornale tedesco, l'Alleanza sta discutendo la creazione di due nuovi centri di comando per migliorare l'efficacia della gestione delle forze della NATO in Europa. Attualmente, per ospitare la gestione della logistica dell'Alleanza, sono in corsa Varsavia e Berlino. Presumibilmente, al centro di comando serviranno circa 2000 persone.

Il rafforzamento dell'esercito russo dopo il crollo del 1990, insieme alla crescente influenza geopolitica di Mosca, preoccupa la guida della NATO. La costruzione dell'infrastruttura e delle forze occidentali ai confini della Russia è iniziata molto prima degli eventi ucraini del 2014, l'Euromaidan è servita solo ad un ulteriore promozione della NATO ad est. Attualmente la NATO continua a calare la sua forza in direzione est. Formalmente, alla guida dell'Alleanza, come annunciato nel 2016, nei paesi Baltici e in Polonia, ci sono quattro battaglioni nelle basi, ma con questo pretesto, ai confini russi si dispiega una grande forza. Come ha detto il 12 ottobre il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, attualmente, per il numero di unità militari presenti in Polonia, si può parlare non di un battaglione, ma bensì di una divisione meccanizzata.

Secondo gli esperti, il potenziale militare NATO, in primo luogo, è rappresentato dalle Forze Armate USA. Washington copre la maggior parte delle spese militari, mentre la spesa della Difesa della maggior parte dei paesi membri della NATO non raggiunge il 2% del PIL. Per questo i membri dell'Alleanza hanno deciso di confrontarsi sulle spese della Difesa al vertice del 2014, e per aumentare il finanziamento degli eserciti degli alleati europei, si è espressa la precedente e l'attuale amministrazione della Casa Bianca. Tuttavia, nel 2016 questa condizione è stata attuata solo da Polonia, Estonia, la Gran Bretagna e Grecia.

Il trasferimento operativo e la distribuzione di armi e di personale USA, ma anche la fornitura del contingente americano, sono una questione strategica per la NATO. Come riportato in precedenza, la rivista Der Spiegel ha citato un documento segreto, il "rapporto preliminare per rafforzare il contenimento e la capacità di difesa dell'Alleanza", che riguarda il collegamento della NATO con l'Europa, dove si evincono gravi difficoltà di logistica e di gestione.

Secondo la pubblicazione, in caso di conflitto militare NATO, in Europa ci sarebbe insufficienza di infrastrutture per il trasporto e per lo spostamento delle unità dell'Esercito. Secondo gli autori del rapporto, citato da Der Spiegel, anche una forza di reazione rapida dell'Alleanza non risponde oggi ai requisiti dichiarati. Tuttavia, la NATO si affretta a smentire queste ipotesi. Come ha dichiarato il portavoce dell'Alleanza, Ohana Lunghensky, il blocco militare è pronto a crescere, "più che negli ultimi decenni".

L'Alleanza ha gravi problemi di carattere logistico, dicono gli esperti. In particolare, a causa dei ritardi burocratici alle frontiere degli stati membri dell'UE, la merce militare arriva alle esercitazioni con settimane di ritardo. Quindi la NATO sta già pensando di annullare i controlli di frontiera per gli armamenti e il personale in Europa. In particolare, per la creazione una "Schengen militare", si è espressa la presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite. 

"Tenendo conto della sfida postaci dalle esercitazioni militari russe Zapad 2017, svoltesi a settembre, dovremmo parlare di come favorire il movimento della tecnologia militare tra i paesi dell'UE. Questo progetto lo potremmo chiamare una "Shenghen militare" ha detto la presidente.

In precedenza una simile iniziativa è stata presentata dal comandante dell'esercito USA in Europa, il generale Ben Hodges. Inoltre, come suggeriscono gli analisti, in caso di grave conflitto militare sul continente Europeo, la NATO può avere difficoltà con il raggruppamento USA. 

Dal 1953 al 2003 nell'Alleanza esisteva un comando separato, della cui sfera di responsabilità faceva parte la logistica europea. Il comando forniva il trasferimento di armi e di personale USA in Europa. Nel 2003 è stato abolito. Nel 2007 alcuni paesi, membri dell'UE, e la guida della NATO hanno fondato il Centro Europeo di coordinamento dei trasporti. Nella composizione della nuova struttura sono entrati, come in precedenza, il Centro Europeo di trasporto aereo di merci e il Centro di coordinamento dei trasporti marittimi. L'organizzazione si occupa del coordinamento di traffico durante lo spostamento delle Forze dell'Unione Europea e della NATO. Tra i paesi fondatori ci sono Belgio, Regno Unito, Germania, Spagna, Turchia e Francia.

Nelle strutture dell'aviazione USA ci sono le attività per la fornitura di truppe affidate al Comando Unificato strategico, la USTRANSCOM, fondato nel 1987. Per la logistica risponde il Comando marittimo, l'MSC, costituito nel 1949. In caso di necessità la composizione dell'MSC può essere aumentata per il trasporto di navi mercantili, secondo i termini dell'accordo tra il Pentagono e il Ministero del Commercio USA. Ad modello, durante la guerra nella penisola Coreana, tra il 1950 e il 1953, l'ufficio della Difesa ha spedito circa 300 navi mercantili. Ricordiamo che, secondo la legge USA sulla marina mercantile, la Legge di Jones del 1789, per i veicoli coinvolti nel commercio e nei trasporti ci sono una serie di restrizioni. La nave deve essere stata costruita in USA, i proprietari e la squadra del veicolo devono avere la cittadinanza americana o essere residenti in USA.

Secondo il direttore del dipartimento di Scienze Politiche e di sociologia dell'Istituto Plekhanov, esperto dell'Associazione dei politologi militari Andrej Koshkin, la NATO ha seri problemi con la logistica all'intimo dell'Europa e in mare. Senza la partecipazione degli americani, gli europei  oggi non possono sopravvivere a un grave conflitto militare, mentre gli USA non sono pronti per la fornitura di una grande unità militare. La creazione di strutture speciali, volte a migliorare la logistica delle relazioni tra il Vecchio e il Nuovo continente, sono destinate, tra l'altro, a rassicurare gli alleati europei di Washington, ritiene l'esperto.

"Si tratta di un lavoro per una rete di snodi principali: aeroporti, porti, ferrovie e magazzini. Ci sono così tanti problemi connessi alle attività della NATO, che parlare della guerra è impossibile" ha sottolineato in un'intervista a RT.  Un simile punto di vista è condiviso dal capo settore dei problemi di sicurezza regionale del Centro militare di studi politici RIASI Sergei Ermakov. 

"Questi piani NATO vengono ampiamente discussi dalla comunità di esperti" ha spiegato Ermakov in un'intervista a RT. "Oggi si può parlare dei problemi logistici e operativo-tattici che stanno acquisendo sempre maggiore importanza per l'Alleanza. Il blocco militare si sta preparando a lanciare un serio contingente sul teatro europeo per le operazioni di combattimento e disseminare un'ampia ala orientale. Per le forniture militari possono essere utilizzate le normali navi mercantili, ma per l'estensione militare c'è comunque bisogno di creare basi speciali, che permettono di scaricare materiali militari e creare depositi per la loro conservazione. Questi depositi sono stati creati nel Baltico e in Scandinavia". 

Gli esperti concordano sul fatto che oggi la priorità della NATO è il ripristino delle infrastrutture, che è in declino dalla fine della Guerra Fredda. Negli anni della Guerra Fredda, l'Alleanza aveva un sistema a sufficienza funzionale, ma successivamente è entrato in declino e non è stato aggiornato, ha detto Sergei Ermakov. 

"Oggi la NATO sta cercando di costruire un nuovo sistema avanzato, negli anni della Guerra Fredda, il contingente USA in Europa ha raggiunto le 300 mila persone. Ora il numero del contingente americano nel Vecchio continente è di circa 60-70 mila persone, in condizioni di costante rotazione" ha spiegato Ermakov in un'intervista a RT. Tra le altre cose, la NATO ha la necessità di ricreare prontamente il comando strategico nel Nord Atlantico, per proteggere i suoi sistemi di comunicazione da un potenziale nemico, ovvero la Russia, ha aggiunto l'esperto.