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Russia blocca risoluzione ONU su investigazioni attacchi chimici in Siria

La Russia ha impedito al Consiglio di Sicurezza dell’ONU una risoluzione preparata dagli USA per la proroga del mandato della missione ONU e dell’ OPAC per le indagini sugli attacchi chimici in Siria.

Il documento ha ricevuto 11 voti di sostegno mentre Russia e Bolivia hanno votato contro. La Cina si è astenuta dal voto.

Il rappresentante permanenente russo all'ONU Vasily Nebenzya ha dichiarato che la Russia non avrebbe lasciato passare la risoluzione.

"Non faremo passare la risoluzione USA" ha detto lui. Il mandato del meccanismo  congiunto di indagine scade il 17 noevmbre. Entro il 26 ottobre gli esperti dovranno fornire al Consiglio di sicurezza un rapporto sulle indagini dell'attacco con l'uso di armi chimiche a Khan Sheykun il 4 aprile.

Tuttavia il rappresentante permanente USA all'ONU, Nikky Haley, ha dichiarato che intendono ottenere la proroga del mandato prima della pubblicazione del rapporto. La Russia ha già dichiarato che la soluzione di prolungare il mandato sarà presa dopo la presentazione della relazione. Vasily Nebenzya ha offerto di spostare il voto di questa risoluzione al 7 novembre, ma otto membri del Consiglio di sicurezza, tra cui gli USA, si sono opposti.

Precedentemente il Ministero degli esteri russo ha espresso dubbi circa l'indagine condotta dal Meccanismo congiunto. Secondo Mikhail Ulyanov, direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo delle armi, gli esperti hanno visitato la base aerea di Shayrat, ma non hanno preso alcun campione, sebbene gli Stati Uniti abbiano attaccato la base con dei missili Tomahawk, presumibilmente distruggendo le armi chimiche stoccate in questo aeroporto. Il Ministero degli esteri ritiene che questo approccio sia poco professionale e che sollevi numerose questioni.

L'opposizione siriana ha annunciato l'uso di armi chimiche nella città di Khan-Sheikhun il 4 aprile. Ha sostenuto che 80 persone sono state le vittime dell'attacco e accusando le truppe del governo siriano. Damasco ha respinto tutte le accuse e sostenendo che i responsabili siano i terroristi e i loro sostenitori. Le autorità siriane hanno affermato di non aver mai usato armi chimiche e che tutto il proprio arsenale è stato portato via dal paese sotto il controllo dell'OPAC.

Gli USA, malgrado la mancanza di prove e le esortazioni della Russia a condurre un'indagine approfondita, hanno colpito la base aerea di Shayrat nella notte del 7 aprile.