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Si chiede alla Russia di intervenire: Transnistria sull'orlo del disastro

Così la pensa il presidente del consiglio Supremo del Parlamento della repubblica di Transnistria Aleksandr Scherb, che ritiene che tali azioni di Chisinau e Kiev violino le norme del diritto internazionale. In questa condizione Tiraspol si aspetta dalla Russia un intervento al fine di evitare di destabilizzare la condizione nella regione.

"Nella riunione plenaria del Consiglio Supremo abbiamo preparato e approvato all'unanimità un appello alla Russia, come paese partner e garante, che non per la prima volta compirebbe progetti umanitari in Transnistria, che può e deve intervenire, perché la regione è spinta sull'orlo di una catastrofe umanitaria".

Il presidente ha sottolineato che sono stati violati i principi base del processo di negoziazione, l'uguaglianza delle parti e si è fatto uso della forza e minacce, che volontariamente ha compiuto la Moldavia, che ha firmato il memorandum di Mosca, concordato con il patrocinio della Russia e dell'OSCE nel formato "5+2".

I parlamentari chiedono alla Federazione russa di utilizzare tutti i possibili meccanismi per far cessare la pressione economica sulla repubblica, e che il formato "5+2", ovvero, Transnistria e Moldavia come parti in conflitto, e la Russia, l'Ucraina e l'OSCE, come intermediari nei negoziati, l'Unione Europea e USA come osservatori, inizi a funzionare in modo efficiente.

"Crediamo che la Russia abbia tutto il diritto e l'obbligo di monitorare le potenziali minacce nella regione e rispondere" ha aggiunto il presidente. 

Tiraspol ha inviato a fare lo stesso gli altri intermediari nella questione dei negoziati per risolvere il conflitto sul Dniester, alla missione dell'OSCE e i colleghi ucraini, utilizzando "tutte le possibilità della democrazia parlamentare".

"Vorrei esprimere la speranza nel formato "5+2", ha concluso il presidente.