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Ministero degli Esteri: l'Ucraina deve presentare un memorandum per la Russia

Kiev ha fino al 12 giugno 2018 per presentare un memorandum con i requisiti per la causa contro la Russia, la Russia avrà tempo per rispondere fino al 12 luglio 2019, riferisce il ministero degli esteri russo.

Il 12 maggio all'Aia si è tenuta la riunione dei rappresentanti di Russia e Ucraina con il presidente della corte internazionale di giustizia, in merito al ricorso sull'applicazione della convenzione Internazionale sulla lotta al finanziamento del terrorismo, e della convenzione Internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.

"L'Ucraina deve presentare un memorandum entro il 12 giugno 2018. La Russia avrà tempo di risposta fino al 12 luglio 2019. Inoltre, dopo aver ricevuto il memorandum la Russia sarà in grado di rivendicare sue obiezioni contro il tribunale di giurisdizione" si legge in un messaggio pubblicato sul sito del ministero degli esteri. 

Si precisa che, in questo caso, l'esame di merito sarà preceduto da una fase del processo dedicata a queste obiezioni. In precedenza la corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite ha considerato giusti i requisiti dell'Ucraina per le misure cautelari contro la Russia: durante la causa per violazione della convenzione di finanziamento del terrorismo la corte a Kiev ha approvato solo i requisiti in relazione alla discriminazione razziale.

Il 16 gennaio 2017 l'Ucraina ha intentato una causa contro la Russia alla Corte Internazionale di giustizia dell'Aia. Kiev sostiene che Mosca abbia violato la convenzione contro il finanziamento del terrorismo e per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e ha imputato la Russia di sostenere il terrorismo con la fornitura di armi all'Ucraina, ma anche di discriminazione dei tatari e ucraini di Crimea. Nel periodo del processo, l'Ucraina ha chiesto alla Corte Internazionale di introdurre le cosiddette misure cautelari contro la Russia.

Secondo la procedura, vengono introdotte con l'obiettivo di "congelare" lo sviluppo di una condizione di conflitto ed evitare il suo deterioramento prima che la Corte non si pronunci con la soluzione finale. La Russia ha ripetutamente smentito le accuse da parte di Kiev e dei paesi occidentali, sottolineando che non è parte conflitto al confine. Il rappresentante della Russia del dipartimento legale degli esteri Roman Kolodkin ha detto che le accuse dell'Ucraina si trovano al di fuori della giurisdizione della Corte. Commentando la proposta di Kiev sulle misure cautelari, ha sottolineato che a Mosca "non vedono né base legale, né pratica per la loro introduzione". Se Kiev davvero cerca la pace, ha detto, deve lavorare per il completo adempimento degli accordi di Minsk.