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Esperto: Russia ed Europa continuano a collaborare nell’esplorazione della Luna

La settimana scorsa il presidente USA Donald Trump ha emesso un decreto finalizzato a sancire il diritto dei cittadini americani di approvvigionarsi delle risorse presenti nello spazio, quali quelle della superficie lunare.

In Russia non si parla ancora di questo aspetto, ma è in fase di discussione un programma pluriennale di ricerca del satellite e dei pianeti del Sistema solare. Di tutte le sonde interplanetarie di ricerca e dei lunochod si occupa la NPO Lavochkin che rientra nel consorzio di Roscosmos. Vladimir Kolmykov, direttore generale della NPO Lavochkin, ci spiegherà quando e quali mezzi russi lasceranno le proprie tracce su pianeti lontani.

— Nel 2021 la Russia prevede di inviare sulla Luna il suo primo mezzo della storia attuale, il Luna-25, che rappresenterà una continuazione dei moduli sovietici dell’omonima serie. Con questa sonda gli esperti russi dovranno applicare nuovamente le competenze di allunaggio morbido. Come sta procedendo la fase di preparazione? In che misura stanno partecipando i colleghi europei?

— Al momento i lavori del progetto Luna-Glob, nell’ambito del quale è in fase di costruzione il rover Luna-25, si trovano in fase di sperimentazione. Si prevede che i lavori sul Luna-25 saranno terminati a marzo 2021. La data di inizio è fissata al primo ottobre dell’anno successivo. L’Agenzia spaziale europea partecipa attivamente al progetto sia mettendo a disposizione una centrale terrestre finalizzata alla creazione di un canale ulteriore per la ricezione di dati scientifici sia contribuendo all’elaborazione della telecamera Pilot-D (telecamera che garantisce un allunaggio di precisione, NdR) la quale rientra tra la strumentazione scientifica.