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La Russia salva il mercato generale dell’oro durante la pandemia

L’oro non è solo un investimento profittevole, ma anche un bene rifugio che gode di grande popolarità nei momenti di crisi. Durante la contumacia molti Paesi hanno registrato un deficit di oro. In questo momento difficile in loro aiuto è venuta la Russia. Di questo ci parla Aleksey Vyazovsky, vicepresidente del Zolotoy Monetny Dom.

“Quando arriva una pandemia o una guerra, l’oro è il primo bene a essere richiesto in grandi quantità. Oggi comprare oro però è complicato. Infatti, durante la contumacia sono chiusi gli stabilimenti di raffinazione dove si effettuano i campionamenti di oro, sono chiuse le zecche dove si coniano le monete in oro, anche banche e Borse sono chiuse. Dunque è irraggiungibile l’intera filiera dell’oro, persino alcune miniere”, spiega Vyazovsky.

Tuttavia, secondo l’esperto, la Russia la quale detiene grandi riserve di questo metallo prezioso sta salvando il mercato generale dell’oro visto il forte deficit di questo metallo in esito all’interruzione delle catene di fornitura.

“In Russia arrivano più di 300 tonnellate l’anno (…). Il nostro oro sta salvando la condizione (…). Il governo ha concesso in maniera diretta (e non tramite banche) ai produttori orafi di esportare oro in Europa e nel mondo. Prima però l’oro viene portato in Europa dove si trovano due hub importanti, ossia Londra e la Svizzera”.

L’esperto ha osservato che l’Europa e l’America registrano un grande deficit di oro fisico, pertanto hanno cominciato a comprare parte dell’oro dalla Russia. Negli USA una delle filiali della Zecca continua a produrre mascherine.

“In Russia il prezzo dell’oro è aumentato notevolmente perché viene scambiato in rubli. Grazie a questa condizione al momento le società estrattive di oro in Russia stanno registrando utili eccezionali”, ha spiegato Vyazovsky.