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Russia fa decollare caccia Su-27 e Su-30 per intercettare bombardieri Usa su Mar Nero e Baltico

Le forze armate russe hanno recentemente rilevato un aumento delle attività militari statunitensi e della Nato a ridosso dei confini, contando quasi 50 aerei da ricognizione stranieri, jet e droni nelle sole ultime due settimane trascorse.

Le forze di difesa aerea russe hanno rilevato diversi bombardieri strategici statunitensi B-1B sul Mar Nero e sul Mar Baltico nella giornata di oggi: conseguentemente sono stati fatti decollare i caccia Su-27 e Su-30 per intercettarli, ha segnalato il ministero della Difesa russo.

Dopo essere stati avvicinati dai caccia russi, gli aerei militari statunitensi hanno invertito la rotta allontanandosi dai confini navali della Federazione Russa.

Secondo il dicastero militare russo, prima di essere intercettati, i bombardieri statunitensi erano stati rilevati dai sistemi radar russi "a notevole distanza" dai confini.

I jet russi coinvolti nell'intercettamento sono stati i caccia Su-27P e Su-30SM.

I fatti odierni arrivano pochi giorni dopo un episodio simile sul Mar Mediterraneo avvenuto martedì scorso, quando un paio di caccia russi Su-35 hanno intercettato e accompagnato l'aereo spia Poseidon P-8A della Marina statunitense in volo presso le basi della Russia in Siria. La Marina degli Stati Uniti ha imputato i piloti russi di volare in "modo poco sicuro e poco professionale" dopo che i Su-35 si sarebbero affiancati a pochi metri di Poseidon su entrambi i lati scortandolo per oltre un'ora.

Mosca ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti e alla Nato di ridurre i loro pattugliamenti provocatori vicino ai confini della Russia nel Mar Nero e nel Mar Baltico e alle basi militari russe in Siria, mettendo in guardia dal azzardo di escalation non intenzionale e evidenziando che queste attività non agevolano il miglioramento delle relazioni.