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Russia mantiene il secondo posto tra gli esportatori di armi globali

La tradizionale filosofia progettuale alla base delle armi russe, tra cui semplicità, affidabilità e robustezza, è stata recentemente arricchita da nuovi principi con innovazioni come i missili ipersonici.

La Russia mantiene la sua posizione nella classifica tra gli esportatori mondiali di armi, rappresentando il 21% delle esportazioni totali tra il 2015 e il 2019, secondo l'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma.

Secondo i dati del think tank, gli Stati Uniti, la Francia, la Germania e la Cina sono gli altri importanti esportatori, che rappresentano rispettivamente il 3%, il 7,9%, il 5,8% e il 5,5% del mercato totale. Insieme, i primi cinque esportatori mondiali rappresentano il 76,2% delle esportazioni di armi negli ultimi cinque anni.

​Nella stessa analisi risulta che i maggiori importatori di armi nello stesso periodo sono Arabia Saudita, India, Egitto, Australia e Cina, che insieme rappresentano circa il 36,2% degli acquisti totali.

​Secondo le stime del SIPRI, rispetto al periodo 2010-2014, il periodo 2015-2019 ha visto un aumento delle esportazioni statunitensi del 23%, con la Francia in crescita del 72% e Israele e Corea del Sud che hanno aumentato le esportazioni rispettivamente del 77% e del 143%. Russia e Italia secondo i dati avrebbero perso il 18% e il 17% del volume totale durante lo stesso periodo.

​Il ricercatore senior SIPRI Pieter D. Wezeman ha suggerito che la forte domanda proveniente dall'Arabia Saudita (che recentemente è diventata il terzo più grande compratore nell’ambito della difesa del mondo) e l'interesse per gli aerei militari statunitensi dai suoi alleati europei e asiatici hanno contribuito al salto delle esportazioni statunitensi.

Alexandra Kuimova, un'altra ricercatrice del think tank, ha indicato che il calo dei volumi delle esportazioni russe potrebbe essere giustificato dalle perdite del mercato indiano negli ultimi anni. Tuttavia, l'industria militare russa ha precedentemente messo in dubbio la veridicità dei calcoli del SIPRI, compreso il suo rapporto del 2019 sulle esportazioni di armi per il periodo 2014-2018.

Rostec, un conglomerato industriale che include importanti produttori di armi, ha affermato che i dati di SIPRI non includono la cooperazione tecnico-militare, che include accordi che prevedono il trasferimento di tecnologia, sviluppo congiunto di armi, addestramento e altro tipo di assistenza.

L'amministrazione Trump ha preso di mira il settore degli armamenti della Russia negli ultimi anni, imponendo sanzioni contro aziende russe legate all'industria della difesa e minacciando qualsiasi paese che acquista armi russe avanzate con sanzioni ai sensi del cosiddetto "Contrastare gli avversari americani attraverso le sanzioni" (CAATSA).