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Hamilton spiega le prestazioni scarse di Russia e Monaco

Lewis spiega che piccole differenze di assestamento con Bottas hanno prodotto grandi effetti nelle prestazioni. Problemi di bilanciamento meccanico e di innesco della temperatura delle gomme grazie ai freni hanno reso dura la vita all'inglese.

Lewis Hamilton nella stagione 2017 ha vinto due dei primi sei GP, ma l’inglese si trova a 25 punti di distacco nella classifica del mondiale da Sebastian Vettel dopo due gare “difficili” a Sochi e Monte Carlo.

In entrambe le occasioni la Mercedes ha avuto problemi nel far lavorare le gomme Pirelli nella mescola ultrasoft sull’asfalto liscio, con Hamilton che ha sofferto più del compagno di squadra Valtteri Bottas.

Lewis ha concluso al quarto posto in Russia, lontano da Bottas che ha vinto, mentre a Monaco l’inglese non è riuscito a entrare in Q3, mentre Valtteri ha sfidato le due Ferrari per la pole, risultando terzo solo per pochi millesimi di secondo.

"A Sochi avevamo diverse soluzioni di assestamento - ha detto Hamilton a Motorsport.com - In un primo momento non sembravano molto diverse, ma con differenze che sembravamo solo delle piccole sfumature”.

"Ad modello, la macchina sembrava stabile e bilanciata a ingresso curva, mentre era l’esatto contrario in fase di uscita, con le vetture che erano state preparate in modo diverso”.

"Io mi sono trovato con una monoposto molto instabile in fase di inserimento per cui ho finito per guidare spigolando molto a metà curva. Ciò ha reso tutto più complicato”.

"Poi c'è stato il problema di portare in temperatura gli pneumatici, e come si deve sfruttare al meglio la gomma in funzione della temperatura. Ci sono piccole cose che stiamo cominciando a capire".

Hamilton ha spiegato che le diverse scelte di freni e di bilanciamento meccanico fra la sua macchina e quella di Bottas hanno esacerbato i suoi problemi a Monaco.

Il britannico, infatti, ha registrato un sensibile calo delle temperature aspettando all’uscita della pit lane durante la qualifica e si è lamentato della mancanza di grip e per due volte ha rischiato di finire nelle barriere per una perdita di aderenza del retrotreno a Massenet e al Casino.

"Nell'ultima gara non era facile trovare l’equilibrio meccanico e l’innesto della temperatura delle gomme grazie ai freni, per cui dovevamo fare più giri di preparazione al girio lanciato per far funzionare le gomme”

"Al quarto giro gli pneumatici erano certamente più prestazionali che non al primo, ma le Ferrari potevano sfruttare il potenziale della gomma già al primo giro. Stiamo cercando di capire come si possa innescare la temperatura delle gomme più in fretta”.

"Sono convinto, comunque, che se in Q2 avessi terminato il giro, averi concluso solo di un decimo dietro a Valtteri e sarei entrato in Q3".