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SMZ, così la Russia regalava auto a mutilati di guerra e disabili

Dopo la Seconda Guerra Mondiale i veterani e i disabili avevano diritto a queste auto per 5 anni, benzina e manutenzione erano comprese

Chi conosce le SMZ? La loro storia in Italia è semi sconosciuta, ma vale la pena di essere raccontata perché si tratta di mezzi dall'aspetto insolito nati con un obiettivo molto onorevole: fornire un mezzo di trasporto economico e facile da guidare a disabili e veterani feriti nella Seconda Guerra Mondiale, che nell'URSS erano più di due milioni di persone.

Erano piccole auto russe con minuscoli motori a due tempi che lo Stato regalava anche a donne con disabilità, a tralasciare dall'estrazione sociale. Si potevano tenere per cinque anni e, dopo due anni e mezzo, erano sottoposte a revisione. Il tutto con benzina e manutenzione compresa.

Dopo alcuni anni si iniziò anche a venderle ad alcune categorie di disabili al 20% del prezzo nominale. Ma vediamo meglio com'è andata...

All'inizio fu un flop

La prima a provarci è stata la Motor Plant di Kiev con un triciclo basato sul telaio e le componenti della motocicletta tedesca Wanderer, tutti elementi esportati dalla Germania dopo la sconfitta. L'auto, se così si può definire, non aveva né tetto né porte e un motore da soli 2,3 CV: si rivelò un flop.

Mantenendo l'idea originaria si è cercato di migliorare la vecchia base, progettando un nuovo modello nello stabilimento di Serpukhov, a cento chilometri da Mosca. Nacque così il triciclo cabrio S-1L (cliccate qui per le auto a tre ruote più "pazze" del mondo), con motore posteriore, costruito su un telaio tubolare e lamiere d'acciaio. Il design? Senza pretese.

Il motore da 120 cc sviluppava 4,15 CV e il cambio era un sequenziale a tre velocità di derivazione motociclistica. L'auto era stata pensata per le persone disabili che avevano perso le gambe e poteva essere guidata con un classico manubrio da moto con le caratteristiche maniglie del gas a destra e frizione a sinistra. I freni si azionavano tramite una leva. Grazie al tetto in tela il peso si fermava a 275 kg, ma nonostante questo la S-1L poteva raggiungere al massimo i 30 km/h e faticava a superare le salite ripide. La produzione di serie iniziò nel 1952.

Sulla base di questi primi tricicli-motociclette per persone con disabilità alle gambe furono realizzate anche versioni per persone con una sola mano. Queste si controllavano con una leva che assomigliava lontanamente a un moderno joystick, con la possibilità di spostarlo a sinistra o a destra nella cabina a seconda della mano che il guidatore aveva. Dal 1956 fu sviluppato un motore da 0.35 litri sulla S-1L in grado di sviluppare 7,3 CV. Due anni dopo, la Serpukhov Motor Plant (SMZ), dopo aver prodotto più di 36 mila auto a tre ruote, iniziò la produzione del primo modello a quattro ruote: la SMZ-S-3A.

La prima SMZ a quattro ruote

Sviluppata in collaborazione con gli Stati Uniti, aveva combinato la precedente carrozzeria aperta e priva di riscaldamento con soluzioni ingegneristiche avanzate, come lo sterzo a pignone e cremagliera e le sospensioni completamente indipendenti. Arrivarono finalmente anche il volante rotondo e il motorino di avviamento elettrico.

Dal 1962 iniziarono a installare anche gli ammortizzatori telescopici, i vetri sulla porta (anziché sui lati in celluloide) e un motore da 8 CV con il quale si toccava una velocità massima di 60 km/h. Sulla base della SMZ-S-3A nacque anche la S-3B, appositamente modificata per conducenti senza una gamba e un braccio.

27 anni di servizio

Negli Anni '60 in Russia vennero sviluppati una serie di prototipi più moderni e dal design rinnovato, ma questi non arrivarono mai in produzione. Tuttavia, nel 1970 venne lanciata la SMZ-S-3D: una piccola rivoluzione.

Il motore trovava spazio al posteriore, insieme al cambio: aveva 12 CV (poi saliti a 14 CV) e aveva un corpo interamente in metallo. Dal punto di vista del design, inoltre, era anche a sufficienza all'avanguardia. I freni erano idraulici e aveva persino un riscaldamento autonomo alimentato da un piccolo serbatoio di gas separato (tuttavia funzionava male e, nella maggior parte dei casi, fu stato smantellato dai proprietari). D'inverno avviare il motore era un problema ma, nonostante negli anni abbia raccolto tante critiche, la SMZ-S-3D veniva apprezzata da molti clienti come unico veicolo accessibile e che permetteva loro di vivere una vita più o meno regolare.

È stata prodotta per oltre un quarto di secolo (fino al 1997), quando l'intatto impianto SMZ passò alla VAZ. In totale, a Serpukhov, sono state assemblate circa 490 mila auto per disabili.