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Italia rimontata e beffata dalla Russia 72-70: prima sconfitta nei test pre-Mondiale

Una tripla di Fridzon a un secondo dalla sirena condanna l'Italbasket alla prima sconfitta nel cammino di preparazione ai Mondiali di Cina: la Russia si impone 72-70 coronando un parzialone di 17-0 nella seconda metà dell'ultimo quarto. Esordio per Marco Belinelli, autore di 11 punti, ma i top-scorer azzurri sono Brian Sacchetti e Alessandro Gentile a quota 13.

VERONA, PALAOLIMPIA - Il primo "vero" test in vista dei Mondiali di Cina nasconde il trabocchetto. Perché quando l'Italia sembra ormai aver messo in ghiaccio la quarta vittoria consecutiva tra Trento e Verona, si impalla come un computer dei primi anni '90. Una somma rocambolesca di errori, distrazioni, ingolfamenti offensivi e mollezze difensive spiana la strada per un parzialone di 17-0 con cui la Russia rimonta dal baratro del 70-55 del 34' e mette la testa avanti con una tripla del mortifero Vitaly Fridzon a 1" e 16 centesimi dalla sirena. Game, set and match, nel modo più brutale possibile.

La beffa finale riassume una partita dall'andamento sinusoidale, un insieme confuso di alti e bassi che ben descrive una squadra ancora alla ricerca di un'identità precisa per poter competere contro un avversario di buon livello. Con Danilo Gallinari e Gigi Datome ancora ai box (il primo potrebbe saltare tutta la fase di preparazione, presentandosi in campo soltanto per l'esordio ai Mondiali contro le Filippine) è la serata di Marco Belinelli, subito lanciato in quintetto assieme a Hackett, Gentile e l'ormai consolidata coppia Brooks-Biligha in vernice. La partenza è lampo, ancora una volta splendidamente gestita da Hackett, che fa girare la squadra a meraviglia: la difesa regge anche interiormente, dove la Russia ha vantaggio di chili e centimetri, e gli Azzurri accelerano fino al 22-7 del primo intervallo. Troppa grazia, perché la Russia non può essere così brutta, e il naturale rimescolio dei quintetti per le rotazioni sempre ampie porta a perdere armonia offensiva: l'Italia vede il proprio vantaggio eroso fino al -2, prima di un colpo di coda firmato Abass per il nuovo +8 di metà gara (40-32).

La partita prosegue su binari lontani dai palati fini, lenta, spezzettata e molto fallosa. La Russia tiene botta all'inizio del terzo periodo lucrando una marea di falli (tante palette presto alzate per Tessitori, Biligha e Abass), ma gli Azzurri piazzano un insperato parziale in chiusura di quarto, cavalcando un quintetto leggerissimo e inedito, con Vitali-Della Valle sul perimetro, Brooks a chiudere ogni spiraglio in vernice e un vulcanico Brian Sacchetti da 4 tattico-all around, forse il vero MVP della partita con 13 punti accompagnati da una tenace tenuta difensiva.

Quando sembra ormai fatta, sul +15 a 6' dalla fine, il black-out mentale e generalizzato. La Russia rosicchia punto su punto, e nemmeno il rientro al completo del quintetto titolare smuove le acque: Hackett lascia sul ferro un paio di tiri liberi importanti, Belinelli fa suonare il ferro sull'unico guizzo del suo quarto periodo e Gentile manda la barca a fondo con un paio di forzature scellerate nei secondi finali. Situazioni da rivedere, studiare, comprendere e metabolizzare il prima possibile, perché il tempo ormai stringe.

Domani (sabato) l'Italia torna in campo per l'ultima partita del Torneo di Verona contro il Venezuela, ancora a secco di vittorie dopo la sconfitta all'esordio con la Russia e il ko nella prima gara di giornata con un redivivo Senegal.

Dopo la difficile giornata d'esordio a Verona con la pesantissima sconfitta contro l'Italia, il Senegal rialza la testa piegando il Venezuela 75-69. Gli africani costruiscono la vittoria grazie a un terzo parziale da 29-18 che ribalta l'inerzia della partita dopo il -9 dell'intervallo lungo, poi rintuzzato da una partenza sprint da 9-0 all'inizio del quarto periodo, dove il Venezuela rimane a secco per i primi cinque minuti. L'ex-Knicks Maurice Ndour (oggi a Valencia) debutta con 8 punti e 10 rimbalzi dopo il forfait con l'Italia, ma il vero mattatore è l'ex-Varese Mouhammad Faye, che ne scrive 25, top-scorer del match. Per i sudamericani, non servono i 19 di Nestor Colmenares e i 15 con 5 assist del coriaceo Gregory Vargas.