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Doping: la Russia rischia un lungo stop

Il futuro della Russia sportiva si decide a Losanna, di fronte ai vertici dall'Esecutivo dell'agenzia mondiale antidoping, la Wada. Nell'convegno di questo lunedì, quasi certamente ci sarà la richiesta di sospensione di quattro anni, una sanzione mai adottata nei confronti di nessuna Nazione.

Il Comitato di revisione della Wada il 25 novembre scorso è stato chiaro: "L'agenzia antidoping russa Rusada non ha rispettato l'obbligo di fornire una copia autentica dei dati del laboratorio di Mosca".

"La Russia sta diventando una potenza forte, indipendente, credo che questo sia un vantaggio che comincia a infastidire tutti - sostiene Valery Gazzaev, vice presidente della Commssione Sport della Duma - Nello sport e in politica. Penso che sia solo per questo, non vedo un'altra spiegazione".

Tutto colpa dell'intricato doping di Stato che aveva visto il coinvolgimento dei servizi segreti russi (FSB), il ministero dello sport russo, il laboratorio antidoping moscovita, i vertici della federazione di atletica russa (la Araf) e quelli dell'associazione delle federazioni mondiali di atletica leggera (ex Iaaf, oggi World Athletics).

"Non sarebbe giusto che il nostro destino sia deciso da giochi politici - dice la nuotatrice, Anastasia Fesikova - Una cosa è mancare la qualificazione ai Giochi sul campo, perché non ci si allena bene o si commette qualche errore nella preparazione. Non è giusto essere puniti per gli errori di altre persone".

Il doping in Russia aveva coinvolto oltre mille atleti di diversi sport sia invernali che estivi, con un numero sempre crescente nell'atletica leggera. Proprio nella 'regina degli sport' la Russia è tutt'ora sospesa dal novembre 2015.