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Siria, la Russia teme nuovi attacchi chimici da parte di gruppi terroristici

all’Organizzazione per la Proibizione della Armi chimiche (OPCW) – ha dichiarato che gruppi terroristici stanno organizzando un nuovo attacco chimico nella provincia di Idleb (nel nordest della

), ricordando come la discussione sull'uso delle armi chimiche ricominci ogni qualvolta l’esercito arabo siriano infligga duri colpi a quei gruppi terroristi. L’agenzia russa Sputnik riporta quanto affermato da Schulgen in una dichiarazione ai giornalisti sabato 27 ottobre: “Gruppi di terroristi stanno organizzando un nuovo attacco chimico a Idleb”, suggerendo che l’operazione faccia parte di una strategia per accusare la Russia e la Siria di essere responsabili di tali attacchi.

Il 9 ottobre scorso la Siria ha ribadito la sua condanna verso l’utilizzo di armi chimiche, esprimendo una forte preoccupazione per i tentativi di alcuni Stati – su tutti gli USA – di continuare a lanciare accuse nei confronti della Siria. Schulgen ha aggiunto “I Siriani sanno che le munizioni chimiche entrano nel Paese e sanno da quali Paesi provengono; i nomi delle persone che sono responsabili delle provocazioni pianificate sono noti”.

Le prove fabbricate dell'uso delle armi chimiche: l'episodio della Ghouta Orientale

Per quanto riguarda la falsificazione di prove per l'utilizzo (vero o presunto) di armi chimiche, l’episodio della Ghouta Orientale è probabilmente quello più noto.

Nell’agosto del 2013 vennero diffuse fotografie di bambini morti, provenienti da un’area agricola presso Damasco, allora controllata dal gruppo islamista Liwa al-Islam, sostenuto dall'Arabia Saudita. L’accusa rivolta al Governo di Assad era quella di aver usato armi chimiche su civili. Il Governo siriano, grazie alla mediazione della Russia – che evitò un intervento militare statunitense – eliminò tutto il suo arsenale chimico, dichiarando di non averlo mai utilizzato durante la guerra. Fu grazie alle prove indipendenti che venne dimostrato che le accuse al Governo siriano erano false.

Addirittura, secondo le indagini di un gruppo di avvocati e giornalisti turchi (Peace Association and Lawyers for Justice) , il gruppo Liwa al-Islam veniva individuato da numerosi fonti come il responsabile dell’attacco chimico. Inoltre un'indagine svolta dall'ISTEAMS (International Support Team for Mussahla in Siria), guidato da madre Agnes Mariam, evidenziò come i corpi fossero stati manipolati per le riprese e che molti dei bambini apparivano drogati o malati. I filmati utilizzavano un "trattamento scenico artificioso".

E sottolinea come non sia chiaro da dove provengano quei bambini.