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Le società di mining si stanno spostando in Russia per usufruire di elettricità a basso costo

Gli operatori globali del settore del crypto mining continuano a spostare le loro attrezzature in Russia e nella Comunità degli Stati Indipendenti, con l’obiettivo di avvantaggiarsi dei più bassi prezzi dell’energia.  

Giovedì, Igor Runets, fondatore e CEO della società russa di crypto mining BitRiver, ha svelato all'agenzia di stampa locale Kommersant che l'azienda sta incrementando la sua capacità energetica per soddisfare la crescente domanda degli investitori americani ed europei. 

Secondo il dirigente, BitRiver ha esaurito la capacità nei suoi data center, avendo già prenotato tutta la sua potenza per i prossimi 18 mesi. Durante questo periodo, l'azienda si aspetta di co-locare apparecchiature di mining per una potenza totale stimata in 1 GWh. 

BitRiver, che gestisce i più grandi servizi di colocation per il mining di Bitcoin (BTC) in Russia e nella regione CIS, sta costruendo due nuovi data center in Russia, tra cui una struttura da 80 MWh a Krasnoyarsk e un centro da 300 MWh nella Repubblica di Buryatia. L'azienda prevede di distribuire 100 MWh entro l'autunno 2021, soddisfacendo solo la metà della domanda prevista.  

Il CEO ha notato che la crescente domanda proviene principalmente dagli Stati Uniti e dall'Europa, con gli investitori che spostano parte delle loro operazioni da Cina, Africa e America Latina alla ricerca di prezzi energetici più bassi. Ma, secondo Runets, la ragione principale dell'aumento della domanda è il rally crypto in corso, con i prezzi che hanno raggiunto nuovi record. BitRiver si è mossa aggressivamente per intercettare questo trend, predisponendo un massiccio lotto di mining rig Bitcoin nel dicembre 2020.

Nikita Vassev, fondatore del forum TerraCrypto, focalizzato sul mercato del mining nella CSI, ha affermato che molti miner stanno attivamente spostando le loro operazioni dalla Cina e dagli Stati verso i paesi della CSI. Le società che operano negli Stati Uniti e in Canada devono affrontare costi maggiori a causa della logistica e del prezzo dell’energia. 

Il mining di criptovalute è diventato più popolare che mai, il che ha causato un aumento significativo del consumo energetico da parte delle criptovalute. Come precedentemente riportato, sin dalla fine del 2020 il consumo di Bitcoin si trova vicino ai suoi picchi massimi: si stima oltre 75 TWh all'anno.