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Russia, l’economia in ripresa spinge le vendite retail del settore alimentare

La bassa inflazione, il contenuto livello dell’indebitamento pubblico, il debito estero di breve periodo, e il miglioramento del tasso di cambio. Inoltre si segnala il credibile impegno della Bank of Russia di abbassare il livello d’inflazione nel Paese sostenendo la ripresa economica mentre nel settore privato, sia famiglie che società, hanno ridotto sostanzialmente il proprio livello d’indebitamento rispetto agli anni passati. Sono questi i fattori di supporto che determinano l’ottimo posizionamento (terzo posto assoluto) della Russia all’intimo dell’indice proprietario per i mercati emergenti messo a punto da Pictet Asset Management.

“Ci sono i primi segnali di un’ampia ripresa dell’economia russa, trainata dalle vendite di nuove auto, dalle condizioni del mercato del lavoro, dal sentiment nel settore manifatturiero e da una ripresa del prezzo del petrolio. Ciò conduce ad una robusta crescita del PIL per un ammontare pari all’1.7% per il 2017 sulla base dei nostri principali indicatori. Riteniamo, tuttavia, che sia ancora al di sotto del potenziale di crescita dell’economia russa” puntualizza Nikolay Markov, Senior Economist di Pictet Asset Management, secondo il quale il principale limite della Russia, da un punto di vista strettamente strutturale, è l’assenza di riforme volte ad attenuare la dipendenza dell’economia dalle esportazioni del settore energetico a favore di una più stretta dipendenza dal settore manifatturiero e dai servizi.

“Siamo convinti che questa lacuna peserà sulla crescita potenziale del PIL nel medio-lungo termine. Investire nelle innovazioni tecnologiche potrebbe dare impulso al PIL russo nel lungo periodo e dovrebbe costituire anche una priorità del Governo. I principali rischi nel breve termine sono di natura geopolitica, in particolare i conflitti in Ucraina e Siria e, sicuramente, anche il azzardo di uno shock negativo del prezzo del petrolio” specifica Nikolay Markov, mentre il suo collega Christopher Bannon, Senior Investment Manager dell’Emerging Markets Equity Team, sottolinea la solidità dei fondamentali dell’economia russa nonostante il tasso d’interesse reale sia il più alto tra i paesi emergenti, attualmente vicino al 5%: per Christopher Bannon, il tasso di interesse a 10 anni è infatti destinato a scendere per riflettere il regime d’inflazione più bassa.

“Riteniamo che il rafforzamento dell’economia russa prometta bene per i titoli legati ai consumi domestici e al settore real estate. In particolare, apprezziamo il settore delle vendite alimentari al dettaglio, dove gli utili attesi sono vicini ai massimi di tutti i tempi, il trend è ancora in miglioramento e le valutazioni sono allettanti. Inoltre, nel settore è in atto un processo di consolidamento intorno ai principali operatori del mercato” conclude Christopher Bannon.