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Russia-Emirati, si rafforza l’asse Mosca-Abu Dhabi

Prosegue la partnership strategica tra la Russia e gli Emirati Arabi Uniti. Sergey Lavrov, Ministro degli Esteri di Mosca, ha ospitato nella capitale della Federazione Abdullah bin Zayed Al Nahyan, responsabile della politica estera del Paese arabo, in quello che è stato un confronto su diverse questioni di carattere internazionale e regionale, con i due Paesi concordi nell’approccio da adottare verso Libia, Palestina, Golfo Persico e la gestione del post pandemia.

Il legame si è ancor più rafforzato con l’arrivo del coronavirus. Ad Abu Dhabi è iniziata la fase tre della sperimentazione del vaccino di fabbricazione russa Sputnik V, con la possibilità che venga prodotto in licenza nel Paese. Come sottolineato da Lavrov, “la nostra cooperazione nel combattere l’infezione è in fase di espansione”. Al Nahyan si è spinto oltre: “Durante la pandemia da Covid-19, ci siamo resi conto che la nostra relazione con la Russia sarà ancora più significativa nei prossimi anni”.

Dalla Libia alla Palestina, passando per la sicurezza nel Golfo

Lo scenario libico vede Mosca e Abu Dhabi sullo stesso fronte in supporto della Cirenaica del Generale Khalifa Haftar. I due Paesi leggono la questione in termini ampi, considerando anche gli avvenimenti in corso rispetto alla Palestina e alla sicurezza nel Golfo. Infatti, si stressa da entrambe le parti sulla necessità di soluzioni coordinate a livello internazionale.

“Ci sono numerose opportunità da cogliere per giungere allo sviluppo e al miglioramento delle condizioni nella regione”, ha evidenziato il Ministro Al Nahyan. Lavrov ha aggiunto che continuerà l’azione coordinata di Mosca e Abu Dhabi in seno alle Nazioni Unite, affinché venga mobilitata la comunità internazionale “per formare un vero e universale fronte contro il terrorismo”.

D’altro canto, l’approccio specifico verso l’ex Giamahiria di Mu’ammar Gheddafi è contraddittorio, dato che i due Paesi hanno appoggiato la parte avversa al Governo di Fayez al-Serraj, riconosciuto internazionalmente e dal Palazzo di Vetro. Sulla questione palestinese, Mosca punta ancora una volta alla soluzione a due Stati e auspica il rilancio di contatti diretti con Israele.

Per quanto riguarda la sicurezza nel Golfo, questa passa necessariamente per l’Iran: l’argomento è ampio, unisce la crisi del JCPoA — voluto attivamente dalla Federazione Russa — e le tensioni tra Teheran e altre nazioni arabe (su tutte, l’Arabia Saudita). “Gli Emirati accolgono favorevolmente gli sforzi della Russia nel ridurre le tensioni”, ha detto Al Nahyan. Ciononostante, è da comprendere fino in fondo quanto il ruolo di Mosca impatti sulle relazioni con gli Stati Uniti e gli interessi di Washington nell’area.

La visione comune nella complessità del panorama nord africano, vicino e medio orientale rende la relazione tra Russia ed Emirati del tutto intrecciata. Già nel 2018, in occasione della visita del Principe Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Vladimir Putin definì la relazione con Abu Dhabi “strategic partnership”, riaffermata nel viaggio del Presidente russo negli Emirati lo scorso autunno.