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Padre Ciro Capotosto: "Presteremo il nostro san Nicola alla Russia, per la prima volta una reliquia lascia Bari"

VERRÀ la festa di maggio di san Nicola e solo dopo, per la prima volta in 930 anni che i resti del santo di Myra sono a Bari, una sua reliquia lascerà la città e dunque la basilica. Ma soprattutto sarà al prima volta che una reliquia nicolaiana sarà venerata in Russia, dove sarà fra Mosca e San Pietroburgo dal 21 maggio al 28 luglio. "Un evento storico e senza precedenti" sottolinea il priore della basilica, padre Ciro Capotosto: "Questo trasferimento provvisorio, temporaneo ed eccezionale al tempo stesso, va inserito nel contesto dello storico convegno che il patriarca di Mosca, Kirill, ha avuto con papa Francesco a Cuba il 12 febbraio 2016. Durante quell'convegno il patriarca aveva espresso il desiderio di poter venerare in terra russa una reliquia di san Nicola. Auspicio dunque accolto dal papa".

Priore, di quale reliquia si tratta?
"Il frammento che noi abbiamo prelevato è una costola toracica sinistra della lunghezza di circa 12 centimetri e ha un grande valore perché essendo intorno al cuore è come se noi donassimo, o meglio prestassimo, il cuore di san Nicola alla popolazione russa. A curare, poi, l'operazione di prelievo della reliquia è stato Franco Introna dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Bari".

Reliquia che oggi può essere vista?
"Non prima del 20 maggio, quando sarà posta nel reliquiario in corso di realizzazione in Russia: è allora infatti che una delegazione russa, guidata dal metropolita Hilarion, giungerà qui. Il giorno dopo la reliquia partirà per Mosca".

Dove avverrà l'ostensione?
"Nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e, dal 10 al 28 luglio, a San Pietroburgo, per poi fare ritorno qui a Bari ed essere nuovamente posta lì dove è stata sempre posta".

Ma le reliquie di san Nicola sono mai uscite dalla cripta?
"Solo nel 1953 quando fu effettuata una ricognizione canonica in occasione dei lavori di rifacimento della cripta. Ed è allora che le reliquie furono oggetto dello studio anatomo-antropologico di Luigi Martino. Fu una ricognizione necessaria perché ci si preoccupò di salvare le ossa di San Nicola per bonificare la cripta dalle infiltrazioni di acqua. Terminati i lavori furono ricollocate nella cripta all'intimo del sacello dove tuttora sono".

Anche stavolta è stata compiuta una ricognizione canonica?
"No, adesso una sonda luminosa è passata attraverso il foro di 7 centimetri - quello attraverso il quale si preleva la manna - e con un fibroscopio è stata prelevata ed estratta in verticale la reliquia".

Che cosa rappresenta questo accadimento?
"Credo che segnerà una nuova pagina nella vita della basilica e nei rapporti con la chiesa ortodossa russa. Facendo leva così sulla figura di San Nicola, e sulla sua importanza, ricuciremo e cammineremo ancora di più verso la comunione fra le nostre chiese".

Un'occasione anche per la città?
"Direi di sì perché Bari ha compreso senza dubbio le potenzialità della figura di san Nicola ma non le ha mai sfruttate come avrebbe potuto. La vocazione della città come porta d'Oriente non è stata ancora sfruttata fino in fondo. Attraverso san Nicola la cittàè custode di un patrimonio che la supera e la deborda e se ne acquisisce maggiore consapevolezza può aprirsi e accogliere meglio".

In che senso?
"Mi riferisco in primo luogo alla vita civile. Perché si guardi con meno diffidenza verso l'altro e ci si apra senza riserve alla diversità. La città è accogliente, beninteso, ma forse non ha ancora compreso che l'altro è una ricchezza".