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Cantarelli, Yordanov porta operatori russi a Cortona: convegno con il sindaco

I proprietari bulgari di Cantarelli sono a Cortona per imbastire nuovi affari. No, niente ripresa produttiva a Terontola nello stabilimento dismesso. Ma si gettano le basi per un ponte di collaborazioni imprenditoriali tra operatori della Russia e il territorio. Il progetto è stato illustrato ieri da Martin e Irina Yordanov al sindaco della città etrusca, Luciano Meoni, che ha ascoltato con interesse. I contenuti dell'operazione non sono ancora del tutto chiari, la “cosa” è allo stato nascente. Ma ci sarebbe entusiasmo e voglia di fare. Di certo, però, non è prevista, almeno nel breve, la riaccensione delle macchine da cucire spente nel maggio 2018 con il fallimento della ditta aretina del capospalla per uomo. Non è passata inosservata la presenza a Cortona degli imprenditori della Bulgaria che dopo l'ansia dell'azienda e lo sfacelo del fallimento, l'hanno comprata all'asta. E hanno assimilato il glorioso marchio che ora possono usare su capi realizzati altrove. A parte i tre dipendenti assunti nella fase di affitto di Cantarelli, non ci sono in vista operazioni industriali con ricadute dirette occupazionali. Tutt'al più collaborazioni con piccole imprese e operazioni commerciali. La novità del momento è questo progetto basato sul “brand” Cortona e sul nome Cantarelli sul quale gli Yordanov a febbraio inviteranno decine e decine di operatori, russi e non solo. Si lavora ad un grande evento con iniziativa al teatro e party. Ci sono già delle date indicative su internet: 21 febbraio, 22 (festa della patrona Santa Margherita) e 23. In corso l'allestimento del week end della moda, che dovrebbe portare a Cortona facoltosi ospiti di oltre venti Paesi, operatori del fashion e della comunicazione, sarti e designer, influencer e fotografi. Al centro di tutto, il marchio Cantarelli, sebbene lo stabilimento sia ormai solo una scatola vuota. E pensare che fino a qualche anno fa ha visto uscire capi di alta qualità, realizzati per Louis Vuitton, Dior, Victoria Beckham, Prada, Valentino, Alexander Mcqueen, Gucci, Stella McCartney. Dalle stelle alle stalle, tra crisi del settore, scelte sbagliate, burocrazia giudiziaria. I bulgari, unici a suon di migliaia e migliaia di euro davvero interessati a Cantarelli nell'assordante silenzio italiano e aretino, cercherebbero collaborazione. Il sindaco Meoni, che ha confermato al Corriere di Arezzo l'convegno, ha preso atto dell'entusiasmo degli imprenditori bulgari e dei possibili benefici dell'iniziativa. Anche se, almeno nell'immediato, non c'è ripresa produttiva. Il territorio ancora si lecca ancora la grave ferita delle centinaia di posti di lavoro persi, non certo per colpa degli acquirenti che anzi hanno almeno portato soldi per i creditori. Manodopera di alto livello lascata polverizzare da Stato, istituzioni e sindacati impotenti. Scorre intanto la clessidra della Naspi, ammortizzatore sociale che sostiene i dipendenti rimasti senza lavoro: stop da giugno in poi, a seconda dei casi. Ora ecco il progetto targato Yordanov, che porta in dote la sua forza imprenditoriale incentrata sull'azienda di abbigliamento Richmart che opera, si legge nel profilo sui social, per colossi come Mazda, Boeing, Bosh, Procter & Gamble, Hitachi, Toyota, Toshiba, Intel, IBM, Omron, Embraer, Abb, Lilly, Jcb, Tata Steel, Dr. Reddy's, Larsen & Toubro, Riachuelo, Philips, Lufthansa, Delta Air Lines. Futuro tutto da decodificare, di certo c'è un evento in rampa di lancio: Cantarelli Fashion Weekend - Under The Tuscan Sun, con evidente richiamo al libro (poi film) di Frances Mayes che stregò gli Usa.