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VERONA «Chiudiamo con il record assoluto di partecipanti: il 98% dell’interscambio tra Italia e Russia era presente qui, con 1.100 imprese iscritte». Gli organizzatori del Forum Eurasiatico di Verona cantano vittoria: la manifestazione è stata presa d’assalto — dicono — dal mondo del business. E mentre la seconda giornata dell’evento che vede tra i grandi sponsor i colossi dei combustibili fossili russi come Gazprom e Rosneft conta, a titolo personale, la presenza di molti rappresentanti della Lega, mancano all’appello gli esponenti del nuovo governo giallorosso. Erano attesi in due: Vincenzo Amendola, ministro per gli Affari Europei, e Stefano Patuanelli. Il primo ha disdetto pochi giorni prima dell’evento, il secondo, ha dato forfait giovedì. È la seconda volta che accade, per un evento veronese, nel giro di un mese (a fine settembre, l’assenza di membri dell’esecutivo a Marmomac aveva mandato su tutte le furie il sindaco Federico Sboarina), a sufficienza per segnare l’inizio di un trend. Ed è la prima volta che succede in occasione del forum: l’anno scorso aperto dall’allora ministro dell’intimo Matteo Salvini ma anche con i governi a trazione Pd, qualche rappresentante non era mai mancato. La condizione è stata notata. «È un errore sottovalutare un evento come questo per dei pregiudizi politici» sottolinea il deputato del Carroccio, Vito Comencini. Mentre il consigliere regionale Roberto Marcato, presente per incappare una delegazione dell’oblast di Sverdlovsk (la regione di Ekaterinburg, ricca di industrie siderurgiche e metallurgiche), aggiunge: «Questo è un evento importante. Evidentemente a Roma pensano che la nostra economia sia in crescita per snobbarlo».