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Soldati caduti in Russia volontari cercano i resti 

È partita la spedizione che per tutta l’estate scaverà nelle fosse comuni a Kirov Si spera di ritrovare anche qualche bellunese che non è mai stato individuato

BELLUNO. Un compito difficile e benemerito, voluto per riportare alla luce il destino finora ignorato di tanti caduti nella campagna di Russia, i cui resti riposano in fosse comuni scoperte l’altr’anno a Kirov, 1000 km ad est di Mosca. All’alba del 2 giugno sono partite alla volta della città russa due squadre di volontari, membri delle associazioni che fanno capo al Napv (North Apennines Po Valley Park) e all’associazione Linea Gustav di Piedimonte San Germano (FR).
Queste squadre parteciperanno alle operazioni di recupero dei caduti che giacciono nelle fosse comuni e tra i quali vi è, con tutta probabilità, anche un numero imprecisato di soldati italiani.
Situate a ridosso della linea ferroviaria, le fosse venivano realizzate alla meglio per dare sepoltura alle migliaia di prigionieri di varie nazionalità deceduti sui treni per tifo, ferite, gelo o denutrizione durante i trasferimenti. Kirov, infatti, era un importante snodo ferroviario sulla via della Siberia, dove i convogli rientravano colmi di prigionieri dopo aver trasportato al fronte gli armamenti e le munizioni prodotti nelle numerose fabbriche presenti in zona. La città, peraltro, era sede anche di molti ospedali, situati al sicuro nelle retrovie e che, in molti casi, fornirono ai prigionieri le cure possibili in quelle drammatiche circostanze.
La partecipazione agli scavi è frutto di un convegno preliminare tenutosi a Kirov lo scorso dicembre, nel corso del quale i referenti locali e le autorità Russe hanno valutato attentamente l’operato e le competenze del Napv che con i propri volontari si è reso disponibile a fornire all’operazione tutto il supporto possibile fino al termine dei lavori.
Le operazioni vedranno collaborare squadre provenienti da diversi paesi europei, coordinate dal Gruppo di Ricerca locale che opera su mandato delle autorità Russe. Il recupero si protrarrà per l’intera estate e gli scavi saranno condotti con metodo archeologico.
Queste missioni sono finanziate in proprio dagli stessi volontari e dalle loro associazioni di attinenza, ma tutti possono contribuire effettuando un bonifico sul conto IT87P0832505473000000064497 intestato a Gotica Toscana, riportando la causale KIROV 2017. I contributi raccolti verranno utilizzati esclusivamente per abbattere i costi vivi di trasferimento e sosta dei volontari e per acquistare il materiale tecnico necessario per lo scavo, che ha natura molto complessa. Le spese per i materiali ammontano finora a circa 5 mila euro, 2 mila dei quali coperti dagli sponsor.
Anche nella nostra provincia c’ègrande attesa per tutto quello che potrà emergere da queste ricerche, in considerazione del pesante tributo versato dalle popolazioni bellunesi alla campagna di Russia e delle tante famiglie che ignorano ancor oggi luoghi e circostanze della morte dei loro cari.
Walter Musizza