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Il governo ucraino dell’oligarca Petro Poroshenko è in modalità campagna elettorale. Questo è uno dei motivi per cui sta lanciando nuove provocazioni alla Russia. Ieri, le forze ucraine avrebbero occupato un villaggio nella zona smilitarizzata che divide il territorio sotto controllo governativo da quello occupato dai ribelli di Donetsk. Oggi [25/11 ndt] la marina ucraina ha inviato un rimorchiatore e due piccole cannoniere,

, di costruzione ucraina del tipo Gurza-M con l’ordine di attraversare lo Stretto di Kerch ed entrare nel Mare di Azov.

Mentre questi battelli entravano nelle acque territoriali russe senza aver preannunciato le loro intenzioni, una nave della Guardia Costiera russa speronava e danneggiava il rimorchiatore (video). Le due cannoniere riuscivano a fuggire ma non ad attraversare lo stretto. Le foto mostrano  alcune fasi della mischia.

Da quando la Crimea è ritornata a far parte della Russia, lo Stretto di Kerch è completamente in acque territoriali russe. Il Trattato sullo Stato Legale del Mare di Azov e dello Stretto di Kerch, siglato nel 2003 da Russia e Ucraina, consente l’ingresso di navi [nel Mare di Azov] solo se esiste un accordo fra le due parti. L’Ucraina attualmente contesta per vie legali lo status attuale di questo mare. (Per una discussione più approfondita del problema, vedere qui 1, 2, 3).

Il governo ucraino, spinto dagli Stati Uniti, vorrebbe stabilire una nuova base militare navale nel Mare di Azov. Due navi della sua flotta, un battello di soccorso e un rimorchiatore avevano attraversato lo stretto il 23 settembre. Ad ottobre, il governo russo aveva reso noto che non avrebbe tollerato nessuna ulteriore militarizzazione di questo mare. Qualche falco americano vorrebbe far entrare anche le navi della NATO nel Mare di Azov. Questo specchio d’acqua ha una profondità massima di 7 metri. Una tipica fregata degli Stati Uniti pesca 10 o più metri. Che razza di nave USA o NATO potrebbe mai entrarvi? Dal momento poi che i Russi controllano saldamente l’unica via d’accesso a questo mare e possono facilmente attaccare dalle proprie coste qualunque naviglio ivi presente, è evidente che l’idea è incredibilmente stupida.


Il passaggio è chiuso e numerose navi si sono ammucchiate da entrambe le parti.

La provocazione ucraina potrebbe benissimo essere stata attuata per guastare l’convegno fra il Presidente Trump e Putin programmato per il 30 novembre al summit del G20 in Argentina. [L’Ucraina] dovrebbe essere più cauta. E’ anche possibile che, in caso di ulteriori incidenti, la Russia blocchi il traffico commerciale diretto al porto ucraino di Mariupol. I grandi perdenti di questa inservibile provocazione sarebbero, ancora una volta, gli Ucraini.

La Guardia Costiera russa ha trattenuto in acque territoriali russe i tre battelli e i loro equipaggi. Avevano tentato di passare illegalmente dal Mar Nero al mare di Azov attraverso lo Stretto di Kerch. Gli Ucraini affermano che due dei loro marinai sono stati feriti.

Da quando la Crimea ha votato per tornare a far parte della Federazione Russa, lo Stretto di Kerch è interamente in acque territoriali russe. Le navi possono passare lo stretto ma devono prendere a bordo un pilota [russo] e sottostare alle ispezioni eventualmente decise dalla Guardia Costiera russa. Gli Ucraini comprendono il valore legale di queste misure. In un servizio pubblicato ad agosto dall’organo di informazione del governo americano RFE/RE gli Ucraini lo avevano ammesso apertamente.

[La Guardia del Mare ucraina e portavoce dello squadrone] Poliakov aveva detto che, anche se le azioni dei Russi sono “provocatorie,” in virtù del controverso accordo di cooperazione e di condivisione del mare di Azov e dello Stretto di Kerch del 2003, “tutto quello che la Russia sta facendo qui, tecnicamente è legale.”

Le tre navi ucraine avevano cercato di attraversare le acque territoriali russe senza informare le autorità russe e senza prendere a bordo i piloti. Dopo che la Russia aveva terminato la costruzione del ponte di Kerch, del valore di 3,7 miliardi di dollari, che collega la Crimea alla Russia, qualche commentatore americano e alcuni politici ucraini avevano minacciato di farlo saltare.

“Il ponte di Kerch è una infrastruttura nemica. Collega un territorio occupato con la terraferma dello stato aggressore, ecco perchè è una infrastruttura nemica,” aveva detto  Mosychuck in diretta sul canale 112 della TV ucraina.

Secondo lui, “ogni nazione normale” che si trovi in stato di guerra cerca di distruggere le infrastrutture del nemico. Rispondendo alla domenda se lui, personalmente, avrebbe distrutto il ponte, aveva risposto che lo avrebbe fatto se fosse stato Ministro della Difesa.

I Russi sono ovviamente molto attenti a tutto il traffico che passa nelle sue vicinanze.

In seguito all’incidente di ieri, il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha proposto di dichiarare la legge marziale. L’ultima soluzione spetterà al parlamento. Questa è una mossa molto conveniente per Poroshenko, dal momento che gli permetterebbe di posticipare le elezioni di marzo 2019. Poroshenko arranca nei sondaggi con un 8% di preferenze.

La Russia ha richiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che si terrà alle 11:00 EST [le 17:00 in Europa]. Attualmente, il passaggio attraverso lo Stretto di Kerch è riaperto alle navi civili.

I soliti personaggi anti-Russi nei circoli politici “occidentali” hanno usato l’incidente per chiedere ancora più sanzioni contro la Russia. In prima linea vi è l’industria degli armamenti, con il gruppo di pressione dell’Atlantic Council:

Anders Åslund, un membro permanente del Centro Eurasia dell’Atlantic Council ha detto: “La NATO e gli Stati Uniti dovrebbero inviare mezzi navali nel Mare di Azov, per garantire che rimanga aperto alla navigazione internazionale.”

Un’azione del genere, aveva continuato Åslund “sarebbe pienamente in accordo con la Convenzione sulla Legge del Mare delle Nazioni Unite del 1982 e con la Convenzione di Montreux del 1936 riguardante gli stretti.”

Anders Åslund è un membro riconosciuto del “gruppo di contatto americano-canadese” per le operazioni segrete di manipolazione mediatica del Ministero degli Esteri inglese di cui parlavamo due giorni fa. E’ ovviamente incapace di leggere una mappa, una carta marittima o una convenzione della Nazioni Unite. Il tentativo degli Ucraini di attraversare lo Stretto di Kerch senza il consenso dei Russi è un’violazione agli articoli 17, 19 e 21 della Convenzione sulla Legge del Mare delle Nazioni Unite (pdf):

Articolo 17: “Alle condizioni della presente Convenzione, le navi di tutti gli Stati, costieri o privi di litorale, godono del diritto di passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale.”

Articolo 19-1: “Il passaggio è inoffensivo fintanto che non arreca preconcetto alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero. Tale passaggio deve essere eseguito conformemente alla presente Convenzione e alle altre norme del diritto internazionale.”

Articolo 21-4: “Le navi straniere che esercitano il diritto di passaggio inoffensivo nel mare territoriale si atterranno a tali leggi e regolamenti e a tutte le norme internazionali generalmente accettate relative alla prevenzione delle collisioni in mare.”

Ora ci sarà nuovamente sui media un sacco di rumore sulle ‘nefandezze dei Russi’ e ulteriori richieste di inutili sanzioni. Ma il caso legale è chiaro. E’ stata la marina ucraina che ha volontariamente tentato di passare dal Mar Nero al Mare di Azov in acque territoriali russe, senza rispettare le leggi e le normative in vigore fra gli stati costieri. La Russia aveva tutti i diritti di impedire il passaggio e di sequestrare i battelli ucraini.

Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2018/11/russia-blocks-ukrainian-navy-from-militarizing-the-sea-of-azov.html#comments
26.11.2018
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org