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La “democrazia rappresentativa” di Capitol Hill ha scatenato , il suo ultimo pacchetto di sanzioni, rivolto principalmente alla Russia, ma anche ad Iran e Corea del Nord.

L’annuncio della Casa Bianca – un tardo venerdì pomeriggio nel mezzo dell’estate – che il presidente Trump ha approvato e firmato il disegno di legge è stato letteralmente sepolto dal ciclo di notizie sul Russiagate.

Trump sarà tenuto a giustificare dinanzi al Congresso, e per iscritto, qualsiasi iniziativa che alleggerisca suddette sanzioni. Il Congresso ha inoltre il diritto di avviare una revisione automatica di qualsiasi iniziativa.

Tradotto: nessuna possibilità di ripristinare i rapporti. Il Parlamento sta infatti ratificando la campagna russofoba in corso, orchestrata dal neocon deep state.

La guerra economica alla Russia è stata dichiarata come minimo tre anni fa. La differenza è che quest’ultimo pacchetto ha come obiettivo anche l’Europa, in particolare la Germania.

Viene infatti demonizzato il gasdotto Nord Stream 2 e si vuole costringere l’UE a comprare il gas naturale statunitense.

Non fatevi ingannare però: l’élite UE reagirà. Juncker ha già detto che: “America First non vuol dire Europa per ultima”.

Ovviamente anche i russi non staranno con le mani in mano. Kommersant riferisce che Mosca, tra le altre cose, si vendicherà tagliando fuori dal proprio mercato tutte le società IT e tutti i prodotti agricoli americani, nonché fermando l’esportazione di titanio alla Boeing (il 30% del quale proviene dalla Russia).

Limitare gli accordi energetici Russia-UE consentirà più scambi di moneta tra il rublo e lo yuan, elemento chiave del mondo multipolare post-dollaro.

E poi c’è il possibile giocatore chiave: il fronte tedesco.

Aldilà di regime changes e Russiagate vari, il cuore della questione è, ancora una volta, la guerra sull’energia.

Secondo una fonte di energia americana, che ha base in Medio Oriente e non è schiava delle lobby, “il messaggio in queste sanzioni è che l’UE deve acquistare il gas naturale statunitense, così da tagliar fuori la Russia. Negarle il mercato del gas naturale europeo era l’obiettivo della guerra, appena persa, in Siria: aprire il gasdotto Arabia Saudita-Qatar-Siria-Turchia-UE e implicare l’Iran in un gasdotto Iran-Iraq-Siria-Turchia. Nessuno dei due piani ha funzionato”.

La fonte aggiunge come prova il crollo a tavolino del prezzo del petrolio nel 2014, “orchestrata contro la Russia dai paesi del Golfo. Dato l’fallimento dell’operazione, negare il mercato europeo al gas naturale russo è diventata ora una priorità nazionale per il governo americano”.

Al momento attuale, il 30% di tutte le importazioni di petrolio e gas naturale dell’UE provengono dalla Russia. Allo stesso tempo, il partenariato energetico con la Cina si rafforza progressivamente. Mosca è inoltre orientata ad aumentare l’export di petrolio e gas verso l’Asia in generale.

Berlino è ora convinta che Washington stia compromettendo la propria diversificazione energetica con queste sanzioni. Il gas naturale ed il petrolio russi hanno sicure rotte terrestri e non dipendono dagli oceani, che, come sottolinea la fonte, “non sono più sotto il controllo degli Stati Uniti. Se la Russia, in risposta all’ostilità americana, cala una cortina di ferro sull’Europa e reindirizza tutte le proprie esportazioni di gas naturale e petrolio in Cina ed Asia, l’Europa sarà totalmente dipendente da fonti, come Medio Oriente ed Africa, totalmente inaffidabili”.

E questo ci porta alla possibilità “nucleare” all’orizzonte: un allineamento Germania-Russia in un Trattato di Controassicurazione, sullo stile bismarckiano. I think tank in quota CIA ci stanno pensando molto.

Un’altra fonte americana, anch’essa fuori dal radar delle lobby, sottolinea: “questo è il punto chiave, questo è il vero obiettivo dei russi, e gli americani sono caduti nella trappola. Gli U.S.A. ne hanno a sufficienza della Germania che continua ad inondarne il mercato di prodotti sfruttando un marco travestito. La stanno ora minacciando di sanzioni, coadiuvati anche dai voti della Polonia al Parlamento Europeo. I folli al Congresso stanno davvero andando contro i tedeschi, spingendoli tra le braccia dei russi”.

Una possibile alleanza Germania-Russia formerebbe un triumvirato con la Cina in grado di riorganizzare l’intera massa eurasiatica.

La partnership strategica Russia-Cina è estremamente attraente per le imprese tedesche, poiché consente di ridurre i costi d’accesso tramite la Belt and Road Initiative (BRI). Secondo l’ultima fonte citata, “gli Stati Uniti (non Trump) sono in guerra con Cina e Russia e la Germania sta avendo ripensamenti sullo stare dal lato americano. Nessuno si fida di questo Congresso, è considerato una gabbia di matti. Perciò, alla Merkel potrebbe esser chiesto di sloggiare per andare a guidare l’ONU, cosicché il trattato possa essere firmato. Scuoterebbe il mondo e terminerebbe l’egemonia mondiale degli U.S.A., che peraltro non hanno già più”.

La fonte aggiunge: “pensiamo che Brzezinski sia morto dopo essersi accorto che tutti i suoi sforzi contro la Russia erano diventati totalmente inutili”.

Si tornerebbe così, in un certo senso, agli anni ’30, con l’ascesa del patriottismo fanatico in Europa. Questa volta la Germania non commetterà gli errori del ’14 e del ’41, ma andrà contro gli anglo-sassoni. Gli Stati Uniti sono veramente diventati la Cartagine di oggi e il caos del Congresso riflette la stessa stupidità di un popolo che è andato contro Roma. I suoi legislatori avevano sottovalutato il genio di Annibale così come quello americano sottovaluta quello di Trump, il miglior presidente dai tempi di Andrew Jackson. Come scrisse Sofocle in ‘Antigone’: «Dio prima rende pazzi quelli che vuole distruggere». E questo Congresso è pieno di pazzi”.